BOLOGNA – In questi giorni è stato pubblicato un nuovo libro: Don Giovanni Nicolini. Il canto dei poveri dà ritmo al mio passo. Di seguito la recensione di Giuseppe Scimè pubblicata su Avvenire Bologna Sette di domenica 2 gennaio 2022 a p. 3.

Recensione

Don Giovanni Nicolini. Il canto dei poveri dà ritmo al mio passo, a cura di Daniele Rocchetti, (I libri di Molte fedi sotto lo stesso cielo), Cooperativa Achille Grandi, Bergamo 2021.

Si tratta di un agile libretto di un centinaio di pagine in cui Daniele Rocchetti, presidente delle ACLI di Bergamo, conversa amichevolmente con mons. Giovanni Nicolini che ha appena concluso il suo incarico di Assistente nazionale delle stesse ACLI. L’intervista ripercorre la vita di Giovanni, dalle sue origini a Mantova in una ricca famiglia dell’alta borghesia di tradizione notarile a Bologna al seguito di Dossetti e Lercaro.

Le tappe del cammino di formazione cattolica in famiglia, tra gli scout, passano per gli studi di filosofia alla Cattolica di Milano e per quelli di teologia alla Gregoriana di Roma. Nel frattempo Giovanni passa dalla convivenza in famiglia a tante altre forme di familiarità, dagli amici e compagni di studio come Romano Prodi che firma la Postfazione del libro ai colleghi seminaristi, preti, professori e vescovi conosciuti negli anni del Concilio, fino alla nascita di nuclei di vita comune in quella che diverrà «Le Famiglie della Visitazione» nota a Bologna come «Comunità di Sammartini» sulla scia della Piccola Famiglia dell’Annunziata fondata da d. Giuseppe Dossetti.

Le pagine del libro della vita di Giovanni sono obiettivamente un prezioso lascito per quanti lo hanno conosciuto di persona da tanti ambienti diversi e costituiscono una rilettura sapienziale di una serie di esperienze profondamente connesse. Come scrive il nostro arcivescovo nella Prefazione «Mancano tante pagine a questo libro che Giovanni continua a scrivere sempre con tanta passione per Gesù Cristo, la sua Chiesa, il mondo, i poveri e sempre con tanta intelligenza umana ed evangelica» (p. 7).

L’orizzonte del lettore si amplia sempre di più attraverso una variegata e dobbiamo riconoscere fortunata teoria di maestri di prim’ordine da ognuno dei quali il nostro Giovanni ha imparato qualcosa: dal babbo Peppo l’acume – «Si vede che fai il prete, dici sempre cose inutili» (p. 21) – e la passione politica, dalla mamma Marta l’intensità degli affetti e dei sentimenti, dal Baloo d. Tenca l’attenzione ai piccoli e il senso della corresponsabilità, da Arturo Benedetti Michelangeli l’amore per la musica, specialmente Mozart e così via passando per preti del calibro di d. Primo Mazzolari e d. Lorenzo Milani, per vescovi come mons. Ancel, Helder Camara, Marco e finalmente il card. Lercaro e soprattutto d. Giuseppe Dossetti che in definitiva gli ha dato l’imprinting fondamentale e definitivo mostrandogli ad un tempo e congiuntamente la passione per la Parola e la storia, anzi la Parola nella storia.

Nella paternità di d. Giuseppe il nostro Giovanni ha trovato la sintesi perfetta di tutti gli ammaestramenti precedentemente ricevuti e ne ha visto in carne ed ossa la realizzazione. I poveri hanno fatto il resto, facendo sentire a Giovanni il loro bisogno e consentendogli di attingere ad un patrimonio umano, affettivo, culturale, spirituale ed ecclesiale «cose nuove e cose antiche» e di trasmettere gratuitamente i doni gratuitamente ricevuti, distribuendoli senza avidità e con larghezza evangelica. Da Papa Giovanni XXIII a Papa Francesco d. Giovanni ha potuto contemplare e vivere una meravigliosa avventura della vita della Chiesa che sempre si rinnova convertendosi al Vangelo.

Giuseppe Scimè, Fratello delle Famiglie della Visitazione

Presentazione

Il volume sarà presentato a Bologna mercoledì 9 febbraio alle ore 18 nella parrocchia della Dozza alla presenza del card. arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi e di Romano Prodi. Seguirà un’altra presentazione venerdì 25 marzo a Mantova.

Dove trovarlo

Copie del volume si possono trovare nelle nostre parrocchie di Dozza e Sammartini o nelle librerie del centro di Bologna: Paoline, Ambasciatori e Zanichelli.