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Davvero torna a prenderci? – Omelia 5a domenica di Pasqua A S. Andrea

Descrizione
Possiamo dire che il tema del “posto” di Gesù, del dove trovarlo, attraversa tutto il tempo pasquale. Ripensiamo alle esperienze dei discepoli: lo incontrano all’improvviso nella stanza chiusa per paura, lo riconoscono lungo la strada di Emmaus mentre si allontanano delusi da Gerusalemme. Anche nella domenica precedente abbiamo intuito il suo desiderio profondo di stare con noi: come buon pastore, ci conosce per nome, ci chiama, ci conduce fuori e ci accompagna nei pascoli.
Comprendiamo quindi che questa comunione non è secondaria, ma è intensamente desiderata da Gesù stesso. È Lui che prende l’iniziativa di cercarci e di stare con noi.
Il turbamento dei discepoli e la paura dell’assenza
La liturgia ci riporta oggi all’ultima cena, al momento della lavanda dei piedi, quando Gesù pronuncia parole sconvolgenti: “Ancora per poco sono con voi… dove io vado voi non potete venire”. Questa prospettiva genera nei discepoli un turbamento profondo, quasi panico.
Anche noi possiamo riconoscerci in questa inquietudine: dov’è Gesù? È partito verso il Padre lasciandoci soli? Esiste un luogo dove Lui è e noi non possiamo essere? E, ancora più radicalmente, ci interessa davvero la sua presenza o ci siamo rassegnati a una fede fatta di distanza, aspettando semplicemente di ritrovarlo “alla fine”?
Una fede vissuta come assenza
Spesso rischiamo di vivere la fede come se Gesù fosse lontano, presente solo in rari momenti o in luoghi eccezionali. Pensiamo di poterlo incontrare solo in esperienze straordinarie o in santuari difficili da raggiungere, mentre nella quotidianità resterebbe assente.
Ma questa prospettiva è insufficiente e fuorviante. Gesù oggi ci invita a cambiare sguardo, a uscire da questa idea di distanza e a riscoprire una presenza molto più vicina e concreta.
“Vado a prepararvi un posto”: una promessa di presenza
Quando Gesù dice “vado a prepararvi un posto”, non sta dando un addio. Non è un distacco definitivo. Sta promettendo qualcosa di dinamico: “tornerò e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi”.
Questa parola non riguarda solo la fine dei tempi, ma il presente. Gesù non vuole abbandonarci: desidera essere con noi già ora. Il suo “posto” non è lontano da noi, ma è proprio accanto a noi.
Il posto di Gesù: dimorare in noi
Il modo per accorgerci di questa presenza è la fede: “Abbiate fiducia, credete in me e credete anche in Dio”. Solo attraverso la fiducia possiamo compiere questo salto di consapevolezza.
Gesù lo dice chiaramente: Lui e il Padre verranno a prendere dimora presso di noi. Non siamo noi a dover raggiungere un luogo lontano; è Dio che viene ad abitare la nostra vita. Questa è la grande rivelazione: il suo posto è con noi, in mezzo a noi.
Pietre vive in un edificio spirituale
L’apostolo Pietro ci aiuta a comprendere che questo “posto” è una questione di fede. Gesù è la pietra: per chi non crede è un ostacolo, ma per chi crede è pietra viva.
Anche noi siamo chiamati a diventare pietre vive, unite a Lui per costruire un edificio spirituale. Non si tratta di una realtà individuale, ma comunitaria: siamo un tempio in cui Cristo è la pietra d’angolo che tiene tutto insieme.
In questa comunione diventiamo un sacerdozio santo, capaci di offrire a Dio una liturgia viva, fatta della nostra stessa esistenza vissuta alla sua presenza.
Una comunione concreta che non esclude nessuno
La prima comunità cristiana, come raccontano gli Atti degli Apostoli, ci mostra che questa comunione deve essere concreta e inclusiva. Nessuno deve essere trascurato.
Di fronte alla crescita della comunità e alle difficoltà organizzative, gli apostoli e i discepoli si impegnano a distribuire i compiti, affinché anche le vedove di lingua greca non vengano dimenticate. Questa attenzione reciproca rende la comunità feconda: molti arrivano alla fede.
La presenza di Gesù si alimenta e si rende visibile proprio nello stare insieme, nella cura concreta gli uni degli altri.
Gesù è via, verità e vita da percorrere insieme
Possiamo allora dire con certezza che Gesù non è scomparso. È presso il Padre, ma è anche in mezzo a noi. Il suo “posto” è qui, nella nostra comunità.
Lui è “via, verità e vita”: non solo una meta da raggiungere, ma una strada da percorrere già ora. Camminiamo insieme su questa via, imparando a conoscerlo sempre più come vita, come verità e come comunione con il Padre.
Una promessa sorprendente: opere ancora più grandi
Gesù ci consegna infine una promessa sorprendente: chi crede in Lui compirà le sue opere, e persino di più grandi. E tutto ciò che chiederemo nel suo nome, Egli lo farà.
Questa promessa sarebbe impossibile se Gesù fosse lontano. È proprio la sua presenza viva in mezzo a noi che rende possibile questa fecondità straordinaria.
Conclusione: una presenza che genera gioia e fecondità
In questa domenica riconosciamo che il nostro turbamento può essere trasformato: Gesù ci rassicura. Non è lontano, non ci ha lasciati soli.
È qui, in mezzo a noi. Vuole stare con noi e renderci partecipi della sua vita. Questa presenza genera luce, gioia e una fecondità che supera ogni nostra aspettativa.


