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Riconoscerlo cambia tutto – Omelia 3a domenica di Pasqua, 1a comunione BVI

19 apr 2026 · 12 min. 37 sec.

Riconoscerlo cambia tutto - Omelia 3a domenica di Pasqua, 1a comunione BVI

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Descrizione
Viviamo questa Domenica di Risurrezione come una coincidenza davvero bella e significativa: è l’ultima in cui ascoltiamo i Vangeli della Risurrezione prima di passare, dalla domenica successiva, al Buon Pastore con la prima comunione dei nostri bambini. Ci soffermiamo così sul Vangelo dei discepoli di Emmaus, uno dei più profondi e coinvolgenti, perché descrive in modo straordinariamente realistico il nostro cammino di discepoli.

Ci riconosciamo in questi due discepoli che lasciano Gerusalemme delusi, tristi e senza più speranza. La vicenda di Gesù li ha segnati, ma non ne hanno compreso il senso. Nonostante abbiano ricevuto l’annuncio della risurrezione dalle donne, restano chiusi, incapaci di credere fino in fondo. Anche noi, dopo un lungo cammino di fede, possiamo trovarci in questa condizione: segnati, ma non sempre capaci di comprendere.

I Bambini e il Primo Incontro con il Signore

È significativo che questo Vangelo venga posto nel cuore dei nostri bambini proprio mentre si preparano alla prima comunione. Per loro, questo momento rappresenta un incontro nuovo con il Signore, simile a quello dei discepoli di Emmaus.

Anche se già camminano nella fede grazie alle famiglie e ai catechisti, vivono questo passaggio con una luce e un entusiasmo particolari. Come i discepoli riconoscono Gesù nello spezzare del pane, così anche i bambini lo incontrano per la prima volta nell’Eucaristia. È un riconoscimento nuovo, profondo, che segna l’inizio di un cammino più consapevole.

Gesù ci viene incontro nel cammino

Contempliamo come Gesù prenda l’iniziativa: non aspetta i discepoli, ma li raggiunge mentre si allontanano da Gerusalemme. Si affianca a loro, cammina con loro, senza imporsi. Non si rivela subito, ma pone domande, li ascolta, permette loro di esprimere la delusione e la fatica.

Riconosciamo in questo atteggiamento una grande lezione per noi: il Signore accoglie anche la nostra fragilità, la nostra incomprensione, le nostre speranze deluse. Non ci giudica, ma visita la nostra vita così com’è. Cammina con noi nelle nostre difficoltà, senza forzare i tempi.

La luce delle Scritture

Nel cammino, Gesù comincia a spiegare le Scritture, partendo da Mosè e dai profeti, aiutando i discepoli a rileggere tutto alla luce della sua Pasqua. Ci rendiamo conto che le Scritture, già conosciute, acquistano un significato nuovo quando vengono interpretate alla luce di Cristo.

Impariamo così che la Parola di Dio è una chiave fondamentale per comprendere la nostra vita e gli eventi, anche quelli più difficili. È una pedagogia paziente: Gesù ci insegna che nelle Scritture troviamo le risposte, se impariamo a leggerle con uno sguardo nuovo.

“Resta con noi”: l’incontro nella quotidianità

Arrivati a casa, i discepoli invitano Gesù a restare con loro. Anche se non lo hanno ancora riconosciuto, sentono il desiderio di prolungare la sua presenza. Questo invito semplice e umano diventa decisivo.

È nella normalità della casa che Gesù spezza il pane, ed è proprio in quel gesto che i discepoli lo riconoscono. Quel gesto non è nuovo: lo avevano già visto fare. Ma ora diventa rivelazione. Comprendiamo così che il Signore si manifesta nei gesti semplici e familiari, soprattutto nell’Eucaristia.

Il riconoscimento e la scomparsa

Notiamo che il Vangelo dedica molto spazio al tempo in cui i discepoli non riconoscono Gesù, mentre il momento del riconoscimento è brevissimo. Appena lo riconoscono, lui scompare.

Questo ci fa capire che il percorso è più importante dell’evento finale: il Signore ci educa gradualmente a riconoscerlo. Anche per noi è così: nella vita attraversiamo momenti di allontanamento, di fatica, di ricerca. Ma ogni volta Gesù si affianca, ci parla attraverso la Parola e si lascia riconoscere.

Dall’incontro alla missione

Dopo averlo riconosciuto, i discepoli non restano fermi: tornano a Gerusalemme. L’incontro con il Risorto li rimette in cammino verso la comunità. Scopriamo che la fede non è un’esperienza individuale, ma condivisa.

Arrivati, trovano gli altri discepoli che raccontano la stessa esperienza: il Signore è davvero risorto. Comprendiamo che ciò che abbiamo vissuto personalmente è parte di un’esperienza più grande, che ci unisce agli altri.

La comunità e la gioia dell’incontro

Riconosciamo che è proprio questo incontro con il Signore risorto che ci tiene uniti come comunità. Non importa da dove veniamo o quale sia il nostro percorso: ciò che ci accomuna è l’esperienza di Cristo vivo.

Ogni volta che ascoltiamo la sua Parola e partecipiamo allo spezzare del pane, ritroviamo la gioia, la bellezza e la gratitudine dello stare insieme. È così che vinciamo la paura, la tristezza e perfino la morte: il Signore continua a radunarci e a chiamarci.

Uno sguardo rinnovato grazie ai bambini

Infine, riconosciamo quanto i nostri ragazzi ci aiutino a riscoprire questo Vangelo con occhi nuovi. Attraverso di loro, siamo invitati a vivere l’incontro con il Signore come se fosse la prima volta.

Chiediamo allora di poter continuare a riceverlo nella nostra vita, custodendo quella gioia che nasce dall’incontro con Lui e lasciandoci continuamente rimettere in cammino come veri discepoli.