53 Compiuta la traversata fino a terra, giunsero a Gennèsaret e approdarono. 54 Scesi dalla barca, la gente subito lo riconobbe 55 e, accorrendo da tutta quella regione, cominciarono a portargli sulle barelle i malati, dovunque udivano che egli si trovasse. 56 E là dove giungeva, in villaggi o città o campagne, deponevano i malati nelle piazze e lo supplicavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello; e quanti lo toccavano venivano salvati.
2 Commenti
Lascia un commento
Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.
Le categorie
- Audio (1.342)
- Audio e Video (624)
- Dalla Chiesa e dal mondo (168)
- Giovanni scrive… (515)
- Giuseppe scrive… (2)
- Incontri e approfondimenti (456)
- La lectio quotidiana (5.095)
- Le nostre notizie (1.038)
- Letture domenicali e festività (962)
- Senza categoria (14)
- Video (156)
Per ricordare Giovanni
Gli ultimi articoli pubblicati
- Le letture e i canti di domenica 4 maggio 2025 – III Domenica di Pasqua (Anno C)
- Omelia di d. Francesco Scimè – II Domenica di Pasqua (Anno C) – 27 aprile 2025
- 1Corinzi 1,1-9
- Omelia di d. Giuseppe Scimè – II Domenica di Pasqua (Anno C) – 27 aprile 2025
- Omelia di d. Andrea Bergamini – Messa della II Domenica di Pasqua – Domenica 27 aprile 2025
- Lectio della Prima Lettera ai Corinzi
- Omelia di d. Andrea Bergamini – Messa del Giorno di Pasqua – Domenica 20 aprile 2025
- Le letture e i canti di domenica 27 aprile 2025 – II Domenica di Pasqua o della Divina Misericordia (Anno C)
- Omelia di d. Francesco Scimè – Messa del Giorno di Pasqua – Domenica 20 aprile 2025
- Omelia di d. Giuseppe Scimè – Messa del Giorno di Pasqua – Domenica 20 aprile 2025
Ricevo con un certo imbarazzo questa parola del Signore! Che cosa noi celebriamo e viviamo di queste parole? E dunque, quale giudizio e quale obbedienza ci chiedono queste parole? Evidentemente la Parola di Dio non perde mai la sua attualità! Anzi, la sua potenza profetica.
Mi sembra importante, al ver.54, quel “la gente subito lo riconobbe”. Forse questo ci chiede se veramente, oggi, la gente può riconoscerlo, e soprattutto se lo può riconoscere come Colui che è venuto a guarire! E di più, a “salvare”! (ver.56). E se noi per primi lo riconosciamo!
Altro quesito importante è quello della malattia. Quali “malati” oggi noi possiamo portare a Lui, e a Lui chiedere “di poter toccare almeno il lembo del mantello” (ver.56)? Sono evidentemente dei “malati” che non hanno altre possibilità di cura e di guarigione. Sono quindi “malati gravi”! Ma prima di tutto bisogna tener fermo che sono “malati”! Questo termine deve essere ripreso con più profondità e determinazione. Per questo, ritorno ad un piccolo “esempio” cui spesso mi riferisco: una persona “cattiva”, è una persona “malata di cattiveria”. Una persona triste è colpita dalla “tristezza”! E così, molti altri: angosciati, soli, abbandonati, impauriti, impuri ….
E infine: “portati”! Come? E da chi? E verso chi? Portati direttamente e concretamente da qualcuno che di Lui sia segno e presenza. E magari spesso “portati” non fisicamente ma con la nostra preghiera. Alla fine: questa parola non è poi così “inattuale” come prima sembrava. Credo però che la domanda resti importante e provocante! Se e come questo avviene oggi? Può darsi che oggi qualcuno venga portato o arrivi da noi! Qualche malato di qualche povertà! Il Signore ci aiuti e ci sia vicino perché possiamo accogliere tutti nel suo nome e nel nostro desiderio di celebrare la sua carità infinita. E speriamo che qualcun altro ci porti da Lui per potere anche noi “essere salvati”.
Dio ti benedica. E tu benedicimi. Tuo. Giovanni.
ricevo e vi trasmetto questo video del papa durante la sua visita in calabria. mi sembra in tema con il vangelo di oggi
https://www.youtube.com/watch?v=oVCrfNqQLWQ