BOLOGNA – Un viaggio affascinante dalle origini apostoliche alla spiritualità della croce, passando per le sfide storiche e il dialogo ecumenico.

Sabato 24 gennaio 2026 la Sala don Dario della Parrocchia di Sant’Antonio da Padova a la Dozza ha ospitato un evento di rara profondità culturale e spirituale. Don Riccardo Pane, profondo conoscitore della tradizione armena, ha guidato il pubblico in un percorso avvincente attraverso la storia millenaria della Chiesa Apostolica Armena, una delle comunità cristiane più antiche e ricche di tradizione. La conferenza, dal titolo “La Chiesa armena: un percorso attraverso la storia e la spiritualità”, ha svelato una realtà ecclesiale poco conosciuta in Occidente, ma fondamentale per comprendere la complessità e la bellezza del cristianesimo orientale.

A un pubblico attento e preparato don Riccardo ha narrato le origini leggendarie e storiche dell’evangelizzazione dell’Armenia, la prima nazione al mondo ad adottare il cristianesimo come religione di stato nel 301 d.C. Ha spiegato con chiarezza le delicate vicende teologiche che portarono la Chiesa armena a non aderire al Concilio di Calcedonia (451), sottolineando come si trattò più di un problema linguistico e politico che di una vera divergenza dottrinale, come riconosciuto dai recenti dialoghi ecumenici.

Con l’ausilio di immagini, ha illustrato il cuore della spiritualità armena: i magnifici kachkar, le “croci di pietra” che costellano il territorio e fungono da vere e proprie icone, ricche di simbolismo teologico. Ha poi toccato le tragiche vicende del popolo armeno, dal genocidio alle recenti tensioni nel Nagorno-Karabakh, fino alle sfide attuali della Chiesa.

L’intervento si è concluso con uno spazio per le domande, che ha permesso di approfondire temi come la presenza degli armeni nel mondo, i rapporti con la Chiesa Cattolica e le radici della particolare iconografia. Un incontro che ha offerto non solo conoscenza storica, ma anche una riflessione sull’unità dei cristiani, sulla ricchezza delle diverse tradizioni e sulla forza della fede in mezzo alle prove.

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Sintesi dell’intervento di don Riccardo Pane

L’intervento di don Riccardo Pane si è articolato come un racconto organico, toccando i seguenti punti salienti:

  1. Le origini e l’identità apostolica: La Chiesa armena si definisce “Apostolica” (non “Ortodossa”), fondando le sue origini nella predicazione degli apostoli Bartolomeo e Giuda Taddeo. Sebbene le fonti storiche su di essi siano complesse e variegate, testimoniano la volontà di radicare l’autocefalia della Chiesa in una fondazione apostolica.
  2. La prima nazione cristiana: Nel 301 d.C., con il battesimo del re Tiridate III per opera di San Gregorio Illuminatore, l’Armenia divenne la prima nazione ufficialmente cristiana, anticipando di decenni l’Impero Romano. Le fonti principali (Agatangelo, Fausto di Bisanzio, Mosè di Corene) raccontano questa conversione con un linguaggio teologico e simbolico che va decodificato.
  3. La questione di Calcedonia e la separazione: Il nodo cruciale avvenne con il Concilio di Calcedonia (451). L’Armenia, occupata dalla Persia e assente al Concilio, non poté recepirne le definizioni. A causa di difficoltà linguistiche (il termine armeno per “natura” ha una connotazione più ipostatizzata) e del timore di avvicinarsi al nestorianesimo dei vicini persiani, la Chiesa armena rimase fedele alla cristologia di San Cirillo d’Alessandria e al Concilio di Efeso (431). Questo non fu un monofisismo eretico, ma un “monofisismo verbale”, come oggi riconosciuto dai dialoghi ecumenici.
  4. Il cuore della spiritualità: i Kachkar: La spiritualità armena, forgiata da secoli di persecuzioni, si è incentrata sulla Croce. Le imponenti croci di pietra (kachkar), benedette col crisma, sono il corrispettivo armeno delle icone bizantine. Riccamente scolpite con simboli fitomorfi, geometrici e biblici, rappresentano la croce come albero della vita, porta della salvezza, collegamento tra cielo e terra, e segno escatologico.
  5. Storia di persecuzioni e diaspora: La storia armena è segnata da successive dominazioni (persiani, arabi, mongoli, ottomani, sovietici) e culminata nel genocidio del 1915. Ciò ha creato una vasta diaspora (soprattutto in Francia, Stati Uniti e Medio Oriente) e ha frammentato la gerarchia ecclesiastica in diversi centri (il Catholicosato di Echmiadzin in Armenia, quello di Cilicia in Libano, i patriarcati di Gerusalemme e Istanbul).
  6. Rapporti con la Chiesa Cattolica: Per secoli i confini tra Chiesa armena apostolica e cattolica sono stati fluidi. La divisione divenne netta solo nel 1742, per motivi giuridici legati al sistema ottomano dei millet, quando il papa istituì un patriarcato armeno-cattolico parallelo. Oggi i rapporti sono molto stretti: dal 1996 esiste un riconoscimento reciproco della piena ortodossia cristologica (firmato da Giovanni Paolo II e dal Catholicos Karekin I). Esiste una piena reciprocità nel riconoscimento dei sacramenti.
  7. Attualità: Don Riccardo ha infine accennato alle recenti tensioni politico-ecclesiali in Armenia, dove il governo sta cercando di indebolire l’autorità del Catholicos, e al conflitto del Nagorno-Karabakh con l’Azerbaigian, che ha profonde radici nella divisione geopolitica sovietica.

L’incontro si è concluso con un vivace spazio di domande, che ha permesso di approfondire la presenza armena nel mondo, l’assenza di una tradizione iconografica simile a quella bizantina (sostituita dai kachkar), e il prezioso ruolo dei monaci Mechitaristi di San Lazzaro a Venezia nella conservazione e traduzione della cultura armena in comunione con Roma.

Il Volantino dell’evento