23 Vi era un grande drago e i Babilonesi lo veneravano. 24 Il re disse a Daniele: «Non potrai dire che questo non è un dio vivente; adoralo, dunque». 25 Daniele rispose: «Io adoro il Signore, mio Dio, perché egli è il Dio vivente; se tu me lo permetti, o re, io, senza spada e senza bastone, ucciderò il drago». 26 Soggiunse il re: «Te lo permetto». 27 Daniele prese allora pece, grasso e peli e li fece cuocere insieme, poi preparò delle polpette e le gettò in bocca al drago che le inghiottì e scoppiò; quindi soggiunse: «Ecco che cosa adoravate!». 28 Quando i Babilonesi lo seppero, ne furono molto indignati e insorsero contro il re, dicendo: «Il re è diventato giudeo: ha distrutto Bel, ha ucciso il drago, ha messo a morte i sacerdoti». 29 Andarono da lui dicendo: «Consegnaci Daniele, altrimenti uccidiamo te e la tua famiglia!». 30 Quando il re vide che lo assalivano con violenza, costretto dalla necessità consegnò loro Daniele. 31 Ed essi lo gettarono nella fossa dei leoni, dove rimase sei giorni. 32 Nella fossa vi erano sette leoni, ai quali venivano dati ogni giorno due cadaveri e due pecore: ma quella volta non fu dato loro niente, perché divorassero Daniele. 33 Si trovava allora in Giudea il profeta Abacuc, il quale aveva fatto una minestra e aveva spezzettato il pane in un recipiente e ora andava a portarli nel campo ai mietitori. 34 L’angelo del Signore gli disse: «Porta questo cibo a Daniele a Babilonia nella fossa dei leoni». 35 Ma Abacuc rispose: «Signore, Babilonia non l’ho mai vista e la fossa non la conosco». 36 Allora l’angelo del Signore lo prese per la cima della testa e sollevandolo per i capelli lo portò a Babilonia, sull’orlo della fossa dei leoni, con l’impeto del suo soffio. 37 Gridò Abacuc: «Daniele, Daniele, prendi il cibo che Dio ti ha mandato». 38 Daniele esclamò: «Dio, ti sei ricordato di me e non hai abbandonato coloro che ti amano». 39 Alzatosi, Daniele si mise a mangiare. L’angelo di Dio riportò subito Abacuc nella sua terra. 40 Il settimo giorno il re andò per piangere Daniele e, giunto alla fossa, guardò e vide Daniele seduto. 41 Allora esclamò ad alta voce: «Grande tu sei, Signore, Dio di Daniele, e non c’è altro dio all’infuori di te!». 42 Poi fece uscire Daniele dalla fossa e vi fece gettare coloro che volevano la sua rovina, ed essi furono subito divorati sotto i suoi occhi.

Commento audio di d. Francesco Scimè dal Canale Telegram “La lectio quotidiana” Daniele 14,23-42 – 11.02.2026

Omelia dialogata messa Dozza Dn 14,23-42 11.02.2026

Omelia dialogata messa Sammartini Dn 14,23-42 11.02.2026:

Da domani, 12 febbraio 2026, la lectio quotidiana prosegue con la lettura del libro di Giuditta fino al 8 marzo 2026.
V. collegamento alla pagina Giuditta del nostro archivio con testi e commenti.
V. anche il calendario biblico per l’anno 2026 (v. pagina).