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Siracide 41,14-42,14

14 Figli, custodite l’istruzione in pace; ma sapienza nascosta e tesoro invisibile, a che cosa servono entrambi? 15 Meglio l’uomo che nasconde la sua stoltezza di quello che nasconde la sua sapienza. 16 Perciò provate vergogna per le cose che qui di seguito vi indico: non è bene infatti vergognarsi di qualsiasi cosa, come non si può approvare sempre tutto. 17 Vergognatevi della prostituzione davanti al padre e alla madre, della menzogna davanti al capo e al potente, 18 del delitto davanti al giudice e al magistrato, dell’empietà davanti all’assemblea e al popolo, dell’ingiustizia davanti al compagno e all’amico, 19 del furto davanti all’ambiente dove abiti, di Dio, che è veritiero, e dell’alleanza, di piegare i gomiti sopra i pani, a tavola, di essere scortese quando ricevi e quando dai, 20 di non rispondere a quanti salutano, dello sguardo su una donna scostumata, 21 del rifiuto fatto a un parente, dell’appropriazione di eredità o donazione, del desiderio per una donna sposata, 22 della relazione con la sua schiava – non accostarti al suo letto –, di dire parole ingiuriose davanti agli amici e, dopo aver donato, di rinfacciare un regalo,
1 di ripetere quanto hai udito e di rivelare parole segrete. Allora saprai veramente che cos’è la vergogna e incontrerai favore presso ogni uomo. Delle cose seguenti non ti vergognare e non peccare per rispetto umano: 2 della legge dell’Altissimo e dell’alleanza, della sentenza che giustifica l’empio, 3 dei conti con il socio e con i compagni di viaggio, di dare agli altri l’eredità che spetta loro, 4 dell’esattezza della bilancia e dei pesi, di fare acquisti, grandi o piccoli che siano, 5 della contrattazione sul prezzo dei commercianti, della frequente correzione dei figli e di far sanguinare i fianchi di uno schiavo pigro. 6 Con una moglie malvagia è opportuno il sigillo, dove ci sono troppe mani usa la chiave. 7 Qualunque cosa depositi, contala e pesala, il dare e l’avere sia tutto per iscritto. 8 Non vergognarti di correggere l’insensato e lo stolto e il vecchio molto avanti negli anni accusato di fornicazione; così sarai veramente assennato e approvato da ogni vivente. 9 Per il padre una figlia è un’inquietudine segreta, il pensiero di lei allontana il sonno: nella sua giovinezza, perché non sfiorisca, una volta accasata, perché non sia ripudiata, 10 finché è vergine, perché non sia sedotta e resti incinta nella casa paterna, quando è maritata, perché non cada in colpa, quando è accasata, perché non sia sterile. 11 Su una figlia ribelle rafforza la vigilanza, perché non ti renda scherno dei nemici, motivo di chiacchiere in città e di rimprovero fra la gente, così da farti vergognare davanti a tutti. 12 Non considerare nessuno solo per la sua bellezza e non sederti insieme con le donne, 13 perché dagli abiti esce fuori la tignola e dalla donna malizia di donna. 14 Meglio la cattiveria di un uomo che la compiacenza di una donna, una donna impudente è un obbrobrio.

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One Comment

  1. Quello che oggi richiama più fortemente la mia attenzione per la Parola di Dio è il rilievo straordinario – e direi, primario! – per la vita umana, la sua complessità, le sue relazioni e la cura attenta che tutto questo esige!
    La grande guida necessaria è quella della sapienza, chiamata a illuminare e rispondere agli incessanti e delicati quesiti dell’esistenza: una sapienza che non deve rimanere nascosta (vers.14-15).
    E’ la sapienza che deve discernere tra ciò che si deve approvare e ciò di cui ci si deve vergognare (ver.16).
    Tale giudizio sembra essere la nostra responsabilità sia verso di noi come verso il nostro prossimo, come mi pare di cogliere ai vers.41,17- 42,1a.
    Il verbo “vergognarsi”, che sembra reggere tutta questa parte del brano sembra voler intrecciare sia la severità di un giudizio, sia la responsabilità personale e l’eventuale consapevolezza dei propri limiti, quasi come a scusarsi per le proprie inevitabili mancanze.
    E il giudizio morale sembra essere legato sia alle nostre scelte etiche, sia al nostro confronto con le persone che più direttamente sono coinvolte e ci interpellano nelle situazioni e nelle vicende della nostra vita!
    Allora, il padre e la madre, il capo e il potente (ver.17), il giudice e i magistrato come il compagno e l’amico (ver.18), l’ambito della nostra vita, fino a Dio stesso (!!) (ver.19), diventano il riferimento di giustizia e di giudizio della vita di ciascuno di noi!
    E dunque viene espresso un giudizio severo sui nostri atteggiamenti elencati ai vers.19b-22!
    Sir.42,1b apre le indicazioni su ciò di cui, invece, non ci si deve vergognare!
    Così fino al ver.8, che conclude: “Così sarai veramente assennato e approvato da ogni vivente”!
    I vers.9-14 ritornano al tema delicato del femminile, per il quale voglio dire che mi sembra limitato e limitante l’annotazione delle nostre bibbie, perché non tengono conto della preziosità e dell’importanza del femminile nella realtà e nella profondità della storia. Mi sembra che sia proprio il grande rilievo del “femminile” ad esigere una particolare cura e una profonda attenzione alla vita e alla persona della donna, fin dalla sua giovinezza.
    Dio ti benedica. E tu benedicimi. Tuo. Giovanni.

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