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Scuola Rurale 2015- Incontro di domenica 15-03-2015

Scuola_rurale_2015_seconda_parte_21-02-2015SCUOLA RURALE 2015 – Sessione di Crevalcore
Sala Ilaria Alpi – Via Persicetana, 226 – Crevalcore
Ciclo di conferenze sul tema generale:
“Alleanza e conflitto fra uomo e natura”
(V. o scarica il volantino illustrativo; file PDF 161kB).

Schermata-2013-11-13-a-21.31.20-e1387449924141-390x224DOMENICA 15 marzo ore 16,00
si è tenuto il terzo incontro del ciclo crevalcorese 2015 della “scuola rurale”.
Tema dell’incontro:
“Le conseguenze dell’attività umana”
Relatore:
Nicola Armaroli. Allievo di Vincenzo Balzani,  è direttore di ricerca al CNR, ha più di 50 lavori nel suo curriculum,  è direttore scientifico della rivista “Sapere”.

Di seguito pubblichiamo le registrazioni audio degli interventi ed un piccolo resoconto dell’incontro.

Registrazioni audio:
-Relazione Nicola Armaroli (file mp3, 44,5 MB)
-Domande  (file mp3, 32,5 MB)

Piccola sintesi degli interventi a cura di Francesco Scimè.

Nicola Armaroli

Alcuni esempi delle conseguenze negative dell’attività umana.
Un elemento imprevisto è stato,  dal 1800, l’aumento della popolazione mondiale: 1807 un miliardo,  2015 sette miliardi.
Detonatore di questo aumento è stata la sintesi industriale dell’ammoniaca, da parte di Fritz Haber e Carl Bosch,  che, con la produzione dei fertilizzanti, ha causato la più grande rivoluzione mondiale,  quella agricola o “verde”. Conseguenza: “dead zones” , enormi accumuli di azoto e fosforo,  con iperproduzione di alghe, nei fiumi e nei mari.
Un altro effetto inatteso della produzione dei fosfati: aumento dell’uranio. Altri effetti: l’aumento dell’obesità nel mondo, non solo quello sviluppato (esempio dell’Egitto.
Altro effetto: produzione di pesticidi e conseguente diminuzione delle api, importanti agenti impollinatori.
Il “buco dell’ozono”: è l’assottigliamento di uno strato,  a 20-30 km dalla terra, dell’ozono,  che assorbe radiazioni UV ad alta energia, proteggendo la terra. Nei frigoriferi e nelle bombolette ci sono i clorofluorocarburi (CFC) ogni molecola di CFC, salendo nella stratosfera, può distruggere 100.000 molecole di ozono. 1987 “Protocollo di Montreal”, che mette al bando i CFC. In questo modo il buco dell’ozono dovrebbe regredire dal 2050 in poi.
Altro effetto: l’aumento della temperatura della terra, con effetto serra aumentato, dovuto all’aumento dell’anidride carbonica o biossido di carbonio (CO2), a motivo degli scarichi industriali ( combustione dei combustibili fossili). Conseguenza: scioglimento dei ghiacciai, inondazioni, desertificazione delle foreste per crescita a dismisura degli insetti,  Inquinamento atmosferico da ossidi di azoto e di zolfo, con piogge acide.
L’estrazione di petrolio dalle sabbie bituminose, in Canada con degrado di grandi estensioni di territorio.
Inquinamento dei mari: il ” vortice di plastica” nel Pacifico. Sono circa 4 milioni di tonnellate di particelle di plastica.
La diffusione del virus Ebola è conseguenza della diffusione dei pipistrelli vettori, causata dalla deforestazione del Gabon e del Congo.
I cellulari: oggi sono 7, 2 miliardi, uno per abitante sula terra, contengono 40 elementi chimici, molti rari e insostituibili,  hanno aumentato il consumo dell’energia.

Che fare.

Essere consapevoli di quanto consumiamo.
Fare programmi scolastici di educazione ambientale.

Conclusioni di Vincenzo Balzani: smettere di fare, fare: siamo esagerati.

Ricordiamo il prossimo ed ultimo appuntamento di questo ciclo di incontri:
DOMENICA 22 marzo ore 16,00
“La responsabilità dell’uomo nella custodia del Pianeta” (Giovanni Nicolini).

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