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Sapienza 18,20-25

20 L’esperienza della morte colpì anche i giusti e nel deserto ci fu il massacro di una moltitudine, ma l’ira non durò a lungo, 21 perché un uomo irreprensibile si affrettò a difenderli, avendo portato le armi del suo ministero, la preghiera e l’incenso espiatorio; si oppose alla collera e mise fine alla sciagura, mostrando di essere il tuo servitore. 22 Egli vinse la collera divina non con la forza del corpo né con la potenza delle armi, ma con la parola placò colui che castigava, ricordando i giuramenti e le alleanze dei padri. 23 Quando ormai i morti erano caduti a mucchi gli uni sugli altri, egli, ergendosi là in mezzo, arrestò l’ira e le tagliò la strada che conduceva verso i viventi. 24 Sulla sua veste lunga fino ai piedi portava tutto il mondo, le glorie dei padri scolpite su quattro file di pietre preziose e la tua maestà sopra il diadema della sua testa. 25 Di fronte a queste insegne lo sterminatore indietreggiò, ebbe paura, perché bastava questa sola prova dell’ira divina.

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One Comment

  1. La meraviglia della Parola che oggi il Signore ci regala è questa specie di “lotta” …tra Dio e Dio, o meglio tra Dio e quello che Egli stesso ha donato al suo popolo: la fede, la preghiera e la potenza della fede e della preghiera nel rapporto tra il popolo e il suo Signore!
    Come i nemici, rappresentati dai soliti poveri “egiziani”, “l’esperienza della morte colpì anche i giusti e nel deserto ci fu il massacro di una moltitudine, ma l’ira non durò a lungo” (ver.20), proprio a motivo dei doni che Dio stesso ha fatto al suo popolo.
    L’ “uomo irreprensibile” del ver.21 è Aronne che “si affrettò a difenderli” nei confronti di Dio stesso “avendo portato le armi del suo ministero, la preghiera e l’incenso espiatorio”. E’ prezioso che chiami preghiera e incenso “le armi”! Aronne “si oppose alla collera” di Dio e “mise fine alla sciagura, mostrando di essere il tuo servitore”!!
    E il ver.22 conferma e rafforza dicendo che “egli vinse la collera divina non con la forza del corpo né con la potenza delle armi, ma con la Parola”. E la Parola ricorda e celebra “i giuramenti e le alleanze dei padri”!
    Oggi ci viene regalata una nuova meravigliosa definizione della preghiera e dei suoi contenuti, che non sono parole e sentimenti nostri, ma la Parola che ricorda le meraviglie della potenza del Signore. Il ver.23 osa addirittura presentare la preghiera come una potenza capace di arrestare l’ira e dice che “le tagliò la strada che conduceva verso i viventi”: la preghiera ferma l’ira di Dio! E Lui stesso ce l’ha regalata!
    La descrizione della veste sacerdotale di Aronne vuole descrivere l’estensione universale della sua potenza di intercessione: la “veste lunga fino ai piedi” rappresenta “tutto il mondo” e le “quattro file di pietre preziose” sono le dodici tribù di Israele e la loro storia di salvezza, qui chiamata “le glorie dei padri”! E la potenza di questa preghiera sacerdotale è significata dal diadema sulla testa.
    Il ver.25 porta all’estremo questa descrizione della potenza della preghiera: di fronte ad essa, “lo sterminatore – che è Dio! – indietreggiò, ebbe paura”!! E così si ferma l’ira divina per il peccato del popolo.
    Dio ti benedica. E tu benedicimi. Tuo. Giovanni.

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