Pages Navigation Menu

Sapienza 16,22-29

22 Neve e ghiaccio resistevano al fuoco e non si fondevano, perché sapessero che il fuoco, che ardeva nella grandine e lampeggiava nelle piogge, distruggeva i frutti dei nemici; 23 al contrario, perché i giusti si nutrissero, dimenticava perfino la propria forza. 24 La creazione infatti, obbedendo a te che l’hai fatta, si irrigidisce per punire gli ingiusti e si addolcisce a favore di quelli che confidano in te. 25 Per questo anche allora, adattandosi a tutto, era al servizio del tuo dono che nutre tutti, secondo il desiderio di chi ti pregava, 26 perché i tuoi figli, che hai amato, o Signore, imparassero che non le diverse specie di frutti nutrono l’uomo, ma la tua parola tiene in vita coloro che credono in te. 27 Ciò che infatti non era stato distrutto dal fuoco si scioglieva appena scaldato da un breve raggio di sole, 28 perché fosse noto che si deve prevenire il sole per renderti grazie e incontrarti al sorgere della luce, 29 poiché la speranza dell’ingrato si scioglierà come brina invernale e si disperderà come un’acqua inutilizzabile.

Tag:,

«

2 Comments

  1. Tutta la creazione partecipa attivamente e vivamente alla storia della salvezza! Questa è una proposta di pensiero veramente straordinaria, perché se mai si è più portati a vedere che l’evento salvifico deve “vincere” gli ostacoli che la natura stessa arreca. Per questo mi sembra che ci troviamo davanti ad una straordinaria profezia di Gesù, perché è con Lui e solo in Lui che tutto, fino alla morte, diviene partecipe del mistero e del compimento della salvezza universale, e della vita nuova.
    Le note delle bibbie ci spiegano che “neve e ghiaccio” del ver.22 è immagine della manna che scende dal cielo e che non può essere sciolta da nessun “fuoco”. Anzi, la creazione “obbedisce” (ver.24), e, con lo stesso verbo, “era al servizio” (ver.25) di questa storia di salvezza! Questo irrigidirsi e addolcirsi della creazione ci chiede un’interpretazione della storia che raccolga tutto e tutti in quella “vita nuova” che ci è donata dal Vangelo di Gesù e che genera e sorregge il nostro cammino di discepoli dietro a Lui e verso il Padre.
    L’altro tema di grande rilievo del nostro brano è quello del “tempo”. I vers.27-29 ci parlano di questo, ricordando Esodo 16,21 dove della manna si dice che “essi ne raccoglievano ogni mattina secondo quanto ciascuno mangiava; quando il sole cominciava a scaldare, si scioglieva”. Così il ver.27 dice che “ciò che non era stato distrutto dal fuoco si scioglieva appena scaldato da un breve raggio di sole”.
    E qui viene introdotto un verbo di grande rilievo per me e per la comunità che mi ha accolto e mi porta e mi sopporta, e che è guidata da una preghiera che dice: “Col lume celeste, Signore, PREVIENICI sempre e dovunque, affinchè contempliamo con sguardo puro e accogliamo con degno affetto il mistero di cui tu ci hai voluto partecipi”. Quella manna raccolta ancora al buio era perché “si deve prevenire (!) il sole per renderti grazie e incontrarti al sorgere della luce” (ver.28).
    E’ meraviglioso: si inizia la giornata ringraziando non solo per quello che è accaduto, ma anche e soprattutto per quello che accadrà, perché il Signore donerà che camminiamo dietro a Lui verso il Padre. E questo avverrà in tutti i modi, anche attraverso le prove difficili della vita! Nulla può fermare la strada del Signore, e questo fino alla sua Croce!
    Al contrario, “la speranza dell’ingrato si disperderà come un’acqua inutilizzabile”: dunque, iniziamo ogni giornata ringraziando per quello che il Signore ha preparato per noi e ci donerà.
    Dio ti benedica. E tu benedicimi. Tuo. Giovanni.

  2. Ecco lo straordinario “comportamento” della natura creata: obbedisce a colui che l’ha fatta; è al servizio del dono di Dio che nutre tutti; alimenta con i suoi frutti l’uomo, il quale deve però imparare che “la tua parola tiene in vita coloro che credono in te”. In realtà, i “miracoli” della natura li conosciamo bene: miliardi di uomini sono nutriti ogni giorno, e lo sarebbero tutti se fossimo capaci di più equità e di più condivisione. Altri aspetti ci lasciano perplessi: sappiamo però che l’uomo stesso è spesso la causa di eventi rovinosi e di tragedie evitabili. – Al centro del discorso, al v.26, un piccolo e … casuale inciso ci riporta al cuore di tutto: “i tuoi figli che hai amato, Signore…” E’ qui la fonte della nostra tranquilla fiducia.

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.