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Racconti sammartinesi dall’Estonia

E’ inziato il progetto europeo degli scambi di visite fra parrocchie rurali europee di diversi paesi; sono coinvolte 5 comunità rurali: una rumena ortodossa, una bulgara ortodossa, una estone luterana, una norvegese luterana e la nostra. La prima visita è in corso!! 28 Settembre – 3 Ottobre 2010 a Tallinn e dintorni (Estonia). Eccovi la cronaca dei nostri parrocchiani felicemente giunti a destinazione. Seguiranno altri articoli e gallerie fotografiche!

CRONACA DA TALLINN: Arrivo 28 settembre 2010

L’aereo da Bologna va subito verso nord ma non di colpo. Fa tappa a Francoforte e ci permette un più lento apprendimento di cosa ci sta succedendo. Ancora per frammenti cominciamo a sapere cosa è stato organizzato, chi sono i partecipanti e a quale scopo tutto ciò. Le finestre informative sono a cura della nostra simpatica accompagnatrice reggiana, Carla, e di chi riesce a fare le domande più pertinenti per chiarirci. Ma è una gara dura…

Da Francoforte si riparte e si atterra a Tallin in perfetto orario. La turbolenza che accompagna l’atterraggio ci fa chiedere se  è dovuto al vento. Saremo presto accontentati perché usciti all’esterno dell’aeroporto ci investe un forte flusso piuttosto gelido che ce ne dà la spiegazione. Le temperature che avevamo scrutato su internet ( 11°, 12°) ci avevano abbastanza rassicurato, ma non  avevamo previsto l’accompagnamento del vento freddo che le può abbassare notevolmente.

Ci aspetta con un pulmino un  simpatico ragazzone più o meno trentenne che risulta essere un pastore luterano e che ci accoglie cordialmente dicendo qualche frase di benvenuto in inglese. Lo spostamento dall’aeroporto è abbastanza veloce e ci permette di dare un’occhiata a una città con aspetti anche molto moderni, ben organizzata, pulita, e molto occidentale. Il pulmino si addentra velocemente nella parte antica, più precisamente medievale, con edifici architettonicamente molto diversi da quelli del nostro medioevo che però trasmettono un’idea molto calda e piacevole del quartiere centrale.Qui alloggeremo perché qui è la sede dell’Università luterana di teologia. Nei dintorni si trovano anche le sedi delle altre confessioni cristiane, quella ortodossa e la parrocchia cattolica.

All’arrivo ci accolgono sorridenti alcune ragazze, più o meno quarantenni, di cui scopriremo che una è pastore e che ci mostrano le camere. Subito dopo ci aspettano per mostrarci qualcosa del luogo in cui siamo che è la sede dei loro studi superiori, quelli frequentati  da chi vuole studiare teologia e da chi vuole intraprendere la strada di pastore. L’edificio ci viene descritto come medievale (XIV° sec.) sede della congregazione dello Spirito Santo. Sorge un piccolo dibattito per capire se l’edificio fosse dunque cattolico dal momento che nel XIV sec la Riforma non c’era ancora. Non si raggiunge una perfetta chiarificazione da parte della pastora, ma i dati cronologici sembrano inoppugnabili. Poi si procede nella visita della biblioteca sistemata abbastanza modernamente e che raccoglie volumi di alcuni secoli di presenza teologica prevalentemente luterana in Estonia.  In particolare ci vengono mostrati  con venerazione alcuni reperti che circolavano clandestinamente al tempo in cui i sovietici governavano ed era vietato fare attività religiosa. Si capisce che questo è un punto sensibile della loro memoria storica e ci tengono a farcelo vedere subito. La visita nell’edificio continua facendo mostra  delle classiche strutture scolastiche. Le aule e  gli strumenti didattici. Ci mostrano anche la cappella in cui ci soffermiamo perché abbiamo l’impressione di notare una certa contaminazione confessionale nel crocifisso moderno che è al centro della parete principale. E’ un Cristo con la corona in testa e gli occhi aperti di chiara derivazione ortodossa, sormontato da una mattonella con un grande occhione divino che a me sembra di chiara derivazione cattolica… (vedi servizio fotografico di Romeo). L’università, infatti, è normalmente frequentata da studenti ortodossi.

Finito il giro veniamo accompagati nella cucinetta degli studenti, tutta rifinita in legno, tipo baita, per accedere a una frugale cenetta preparata dalle nostre ospiti il cui piatto forte è una zuppa calda di pomodoro con orzo e origano. Abbiamo notato che da Francoforte in su l’origano in quantità industriali piace molto ai popoli nordici. Qui tutti attorno al desco di legno che ci accoglie davanti alla zuppa fumante abbiamo la rivelazione definitiva di dove siamo finiti. Nel senso che attraverso un dialogo con Carla, che conosce sia momenti di leggera tensione sia momenti di catarsi rigenerativa, riusciamo a capire che Sammartini è lì non come uno dei partner che già da due anni lavorano con incontri preparatori, ma come “ospite” dell’agenzia di Reggio Emilia rappresentata da Carla. E questo perché mentre gli altri sono rappresentati di facoltà teologiche statali dei loro paesi questo in Italia non c’è (non c’è una facoltà teologica statale)  per cui si è dovuto costruire una specie di surrogato sotto l’egida della Agenzia di Reggio.

Illuminati e purificati da questo confronto ci portano a fare un giretto in centro al freddo e al gelo, a poche decine di metri dalla nostra sede. Vediamo deliziose cose “medievali” ma poi velocemente io e Giovanni Paolo che  siamo un po’ leggerini torniamo in stanza dove ci aspetta il tepore del riscaldamento centrale che funziona  già a pieno ritmo.

Nicola Apano

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2 Comments

  1. OTTIMO NICOLA, CRONISTORIE COMMENTATE MAGISTRALMENTE…….

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