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Nm 31,25-54

25 Il Signore disse a Mosè: 26 «Tu, con il sacerdote Eleàzaro e con i capi dei casati della comunità, fa’ il computo di tutta la preda che è stata fatta: della gente e del bestiame; 27 dividi la preda a metà fra coloro che, usciti in guerra, hanno sostenuto la battaglia e tutta la comunità. 28 Dalla parte spettante ai soldati che sono usciti in guerra preleverai un contributo per il Signore: cioè un individuo su cinquecento, tanto delle persone quanto del bestiame grosso, degli asini e del bestiame minuto. 29 Lo prenderete sulla metà di loro spettanza e lo darai al sacerdote Eleàzaro, come offerta da presentare quale contributo in onore del Signore. 30 Della metà che spetta agli Israeliti prenderai una quota di uno su cinquanta tanto delle persone quanto del bestiame grosso, degli asini e del bestiame minuto; la darai ai leviti, che hanno la custodia della Dimora del Signore».
31 Mosè e il sacerdote Eleàzaro fecero come il Signore aveva ordinato a Mosè. 32 Il bottino, cioè tutto ciò che rimaneva della preda fatta dagli uomini dell’esercito, consisteva in seicentosettantacinquemila capi di bestiame minuto, 33 settantaduemila capi di bestiame grosso, 34 sessantunm ila asini 35 e trentaduemila persone, ossia donne che non si erano unite con uomini. 36 La metà, cioè la parte di quelli che erano usciti in guerra, fu di trecentotrentasettemilacinquecento capi di bestiame minuto, 37 dei quali seicentosettantacinque per il tributo al Signore; 38 trentaseimila capi di bestiame grosso, dei quali settantadue per il tributo al Signore; 39 trentamilacinquecento asini, dei quali sessantuno per il tributo al Signore, 40 e sedicimila persone, delle quali trentadue per il tributo al Signore. 41 Mosè diede al sacerdote Eleàzaro il contributo dell’offerta prelevata per il Signore, come il Signore gli aveva ordinato. 42 La metà che spettava agli Israeliti, dopo che Mosè ebbe fatto la spartizione per gli uomini dell’esercito, 43 la metà spettante alla comunità fu di trecentotrentasettemilacinquecento capi di bestiame minuto, 44 trentaseimila capi di bestiame grosso, 45 trentamilacinquecento asini 46 e sedicimila persone. 47 Da questa metà che spettava agli Israeliti, Mosè prese la quota di uno su cinquanta degli uomini e degli animali e li diede ai leviti che hanno la custodia della Dimora del Signore, come il Signore aveva ordinato a Mosè.
48 I comandanti delle migliaia dell’esercito, capi di migliaia e capi di centinaia, si avvicinarono a Mosè e gli dissero: 49 «I tuoi servi hanno fatto il computo dei soldati che erano sotto i nostri ordini e non ne manca neppure uno. 50 Per questo portiamo, in offerta al Signore, ognuno quello che ha trovato di oggetti d’oro: bracciali, braccialetti, anelli, pendenti, collane, per compiere il rito espiatorio per le nostre persone davanti al Signore». 51 Mosè e il sacerdote Eleàzaro presero da loro quell’oro, tutti gli oggetti lavorati. 52 Tutto l’oro del contributo che prelevarono per il Signore, da parte dei capi di migliaia e dei capi di centinaia, pesava sedicimilasettecentocinquanta sicli. 53 Gli uomini dell’esercito si tennero il bottino che ognuno aveva fatto per conto suo. 54 Mosè e il sacerdote Eleàzaro presero l’oro dei capi di migliaia e di centinaia e lo portarono nella tenda del convegno come memoriale per gli Israeliti davanti al Signore.

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One Comment

  1. La prima parola che il Signore rivolge oggi a Mosè è “Fa’ il computo di tutta la preda che è stata fatta” (v. 25): si tratta cioè di fare il conto, il riassunto di tutto il bene ricevuto nella nostra vita. Il primo suggerimento di oggi è quello di guardare alla propria vita con sincerità e onestà e di non negare che, pur tra tante povertà, sofferenze e anche errori personali e collettivi, qualcosa di buono è successo, al di là dei meriti e delle aspettative.
    La seconda parola è “dividi la preda a metà…” (v. 27): il bene ricevuto va cioè diviso con gli altri, perchè tutti ne possano partecipare e gioire.
    La terza parola è “preleverai un contributo per il Signore” (v. 28), cioè, in definitiva, per i sacerdoti e i leviti, i quali, ricordiamo, non hanno in Israele un sostentamento proprio e quindi dipendono dai loro fratelli; “per il Signore” vuol dire dunque per tutti i poveri che abitano in mezzo a noi.
    Infine c’è un’offerta di oggetti preziosi, soprattutto d’oro (vv. 50-54): questi vanno portati “nella tenda del convegno come memoriale per gli Israeliti davanti al Signore”. Il “memoriale” (ne sentiremo parlare a Pasqua, nel Giovedì Santo) è un’offerta che ha lo scopo di ricordare l’offerente a Dio, perchè non si dimentichi di lui e venga in suo aiuto.
    In conclusione, oggi riceviamo l’invito a considerare il bene presente nella nostra storia e a farne un motivo di gratitudine, di solidarietà e condivisione e infine di speranza per beni più grandi.
    Un buon cammino a tutti verso la Pasqua.

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