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Nella Risurrezione c’è un posto anche per Igor

(Foto: “Il Resto del Carlino”)

Le guerre lasciano mine inesplose che prima o poi uccidono. Igor è nato in una cittadina di popolazione ungherese al confine con la Serbia che alla fine della seconda guerra mondiale è stata annessa con violenze indicibili e una vera e propria epurazione etnica alla Jugoslavia di Tito e che ora appartiene alla Serbia. Igor è nato in questo contesto di violenze subite, o tra parenti che covavano vendetta e riscatto. Da adolescente e giovane è stato coinvolto nella guerra dei Balcani … Poi una vita alla deriva tra violenze, rapine e tanto carcere e poi espulsioni e fughe e ancora carcere e tanta solitudine. In carcere a Ferrara faceva parte del gruppetto che frequentava la Chiesa e poi il catechismo ed infine i Sacramenti. Lui … pieno di attenzioni quando servendo la Messa la Domenica, anche a me, versava il vino e l’acqua nel calice. Poi, dopo la scarcerazione, il ritorno a quella vita randagia di chi non può tornare al suo paese e nello stesso tempo non può regolarizzarsi dove vive … Non c’è più pace, si arma, uccide, rapina, fugge, uccide ancora, ferisce, si nasconde. Ora è braccato, è un mostro temuto e circondato, ha le ore contate …

Ringrazio il mio amico don Domenico che mi ha trasmesso queste parole. Scrivo di Igor, perché mi è stato incessantemente vicino nei giorni e nelle ore di questa Settimana Santa. Non ne capivo il motivo. Ho cercato invano di allontanarlo. Allora ho pensato che forse Qualcuno voleva che stessimo insieme. Mentre scrivo è la mattina di Venerdì Santo. Forse quando leggerete queste righe sarà già stato ucciso. Quando si usano i verbi della “caccia”, l’esito finale è quasi inevitabile. A don Domenico hanno ingiunto, per il pericolo di questa presenza, di non andare in campagna a portare la benedizione di Pasqua. Certamente le due vittime innocenti della follia di Igor pregano per lui. Anch’io lo faccio. E anche prego “con lui”. In altri tempi e modi, anche l’uccisione del Figlio di Dio è stata inevitabile. Le strade dell’Innocente e di Igor il colpevole si sono sempre più intrecciate nella mia testa e nel mio cuore. E anche per l’Innocente un importante sacerdote di quei tempi disse che “è conveniente che un uomo solo muoia per il popolo”. A motivo di quell’Innocente e della sua Croce, . Per questo, i due innocenti che egli ha ucciso ora pregano per lui. Mi chiedo se non dovrei cercarlo per ospitarlo. Forse ne avrei paura. Forse lui dovrebbe in ogni modo pagare il suo grande debito. Quello che è certo è il posto che per Lui l’Innocente Crocifisso ha prenotato. Preghiamo l’Innocente di accogliere il colpevole. E chiediamogli di insegnarci a non dare la morte, ma a dare la vita! Affettuosi auguri a tutti voi, miei carissimi lettori!

Giovanni della Dozza.

Nota: Articolo pubblicato su “Il resto del Carlino – Bologna” di domenica 16 Aprile 2017 nella rubrica “Cose di Questo mondo”.

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