Pages Navigation Menu

Matteo 27,32-38

32 Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a portare la sua croce. 33 Giunti al luogo detto Gòlgota, che significa «Luogo del cranio», 34 gli diedero da bere vino mescolato con fiele. Egli lo assaggiò, ma non ne volle bere. 35 Dopo averlo crocifisso, si divisero le sue vesti, tirandole a sorte. 36 Poi, seduti, gli facevano la guardia. 37 Al di sopra del suo capo posero il motivo scritto della sua condanna: «Costui è Gesù, il re dei Giudei». 38 Insieme a lui vennero crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra.

Tag:,

«

2 Comments

  1. Il vangelo ci informa dei diversi coinvolgimenti di persone nella Pasqua di Gesù.
    Sono presenze che diventano preziose anche attraverso la semplice “citazione” di loro.
    Così, al ver.32, Simone di Cirene! E’ bello per noi, oggi, lasciarci coinvolgere come lui!
    Avvertiamo infatti in noi il desiderio di cogliere e di condividere!
    La potenza del Vangelo ci consente di essere anche noi “partecipi” di quello che ascoltiamo di altri!
    La prospettiva di portare la Croce del Signore è presente sia in chi subisce un peso della sua vita, sia in chi interpreta in tal modo la sua parte, il suo compito in qualche vicenda o situazione di responsabilità.
    Il dono del Vangelo ci consente e ci dona di essere non solo “spettatori”, ma di percepire presente a noi e in noi quello che ascoltiamo di questi “personaggi” dell’avventura evangelica!
    Questo oggi lo possiamo percepire per noi sia per le presenze “positive”, sia in chi è presente come partecipe negativo e nemico!
    Così ci domandiamo se dandogli da bere lo soccorrevano o lo colpivano.
    E che cosa ci suggerisca l’evento della crocifissione.
    E così quel “tirare a sorte” per dividersi i vestiti di Gesù!
    E dunque, la nudità del Signore che abbiamo già precedentemente osservata!
    E questa “guardia” al Crocifisso: per chiudere nella morte questa vicenda, o aspettando misteriosamente qualche evento?
    Tutto questo non è per noi una “fantasia” o una fuga dalla realtà, ma è, più profondamente, la rivelazione del nostro coinvolgimento!
    L’ascolto della Parola è la grazia del nostro coinvolgimento in essa!
    E diventa quindi l’interpretazione più radicale e più profonda della piccola realtà della nostra vita personale!
    Vi chiedo scusa se questi pensierini vi sembrano inutili!
    Dio ti benedica. E tu benedicimi. Tuo. Giovanni.

  2. Ammiriamo la sobrietà del racconto evangelico: la crocifissione di Gesù è appena accennata (v.35). Anche all’episodio di Simone di Cirene sono dedicate poche parole, ma quanto importanti per noi! Mentre il primo Simone, Pietro, ha abbandonato e rinnegato il Signore, questo Simone è immagine del vero discepolo: accompagna Gesù, porta la croce con lui, ne condivide – almeno un po’ – il destino. Fu costretto, si dice; e anche noi siamo a volte costretti dalle vicende della vita, ma vogliamo comunque “aver parte” con il Signore. – “Poi, seduti, gli facevano la guardia”: un compito assurdo, sembra, fare la guardia a un moribondo, appeso a una croce. Ma anche qui c’è per noi un bel suggerimento: fare noi la guardia a Gesù, al tesoro della sua parola e dei suoi gesti, soprattutto questo finale dono d’amore, che sia rettamente inteso e amorevolmente custodito. – Al posto dei discepoli assenti, ecco due ladroni, probabilmente due rivoltosi: anche loro, seppure costretti, condividono la croce del Signore.

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.