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Matteo 17,1-8

1 Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. 2 E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. 3 Ed ecco, apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. 4 Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». 5 Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo». 6 All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. 7 Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». 8 Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.

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  1. Nel cap.16 del Vangelo secondo Matteo il Signore ci ha rivelato, anche attraverso la testimonianza di Pietro, il mistero della sua Persona, e con il primo annuncio della sua Pasqua ha invitato i discepoli a seguirlo. Oggi, sul monte della Trasfigurazione l’annuncio evangelico diventa “visione”: nell’umanità di Gesù risplende la luce divina del Figlio di Dio.
    Al ver.2 Matteo sottolinea questo splendore paragonandolo al sole e alla luce. Accanto a Gesù appaiono, ai tre discepoli, Mosè ed Elia a rendere presenti i due grandi doni della Legge e dei Profeti che hanno preparato la venuta del Messia e che ora parlano con Gesù: immagine splendida dell’unità della storia della salvezza e della sua perenne attualità. Mi sembra particolarmente affascinante il particolare di questo “parlare con Lui”: è l’esperienza che anche noi facciamo! Anche noi ascoltiamo questo infinito dialogo tra le Scritture della Prima Alleanza e il Signore della Nuova Alleanza. Le antiche Scritture non solo parlano “di Lui”, ma incessantemente parlano “con Lui”! E’ una parola antica, ma sempre nuova e sempre feconda.
    Pietro interviene per dire come tale evento sia meraviglioso e dunque sia “bello per noi essere qui”! Diversamente dai testi paralleli di Marco e Luca, Matteo non aggiunge un commento di obiezione-correzione alla proposta di fare “qui tre capanne…” (ver.4). Sembra quindi quasi una conferma – “egli stava ancora parlando..” – la nube luminosa che “li coprì con la sua ombra” (ver.5), memoria preziosa dell’antica nube che nel deserto si posava sulla Tenda dell’incontro tra Dio e Mosè!
    E come anticamente in quella Tenda Dio parlava a Mosè, ora “ecco una voce dalla nube che diceva”! E quella voce divina rivela in Gesù l’adempimento delle profezie e la sua signoria: “Questi è il Figlio mio, l’Amato: in Lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo”. Il ver.6 dice quello che il solo Matteo, tra gli evangelisti, ricorda: la caduta e la paura dei tre discepoli. Gesù li tocca, li incoraggia e li invita ad alzarsi. Ed essi “non videro nessuno, se non Gesù solo” (ver.8), forse perché in Lui tutta la Parola divina si raccoglie e si rende presente in pienezza di luce e di potenza.
    Dio ti benedica. E tu benedicimi. Tuo. Giovanni.

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