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Luca 8,49-56

49 Stava ancora parlando, quando arrivò uno dalla casa del capo della sinagoga e disse: «Tua figlia è morta, non disturbare più il maestro». 50 Ma Gesù, avendo udito, rispose: «Non temere, soltanto abbi fede e sarà salvata». 51 Giunto alla casa, non permise a nessuno di entrare con lui, fuorché a Pietro, Giovanni e Giacomo e al padre e alla madre della fanciulla. 52 Tutti piangevano e facevano il lamento su di lei. Gesù disse: «Non piangete. Non è morta, ma dorme». 53 Essi lo deridevano, sapendo bene che era morta; 54 ma egli le prese la mano e disse ad alta voce: «Fanciulla, àlzati!». 55 La vita ritornò in lei e si alzò all’istante. Egli ordinò di darle da mangiare. 56 I genitori ne furono sbalorditi, ma egli ordinò loro di non raccontare a nessuno ciò che era accaduto.

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2 Comments

  1. La Parola che oggi il Signore ci regala mi porta ad un quesito delicato: stiamo ascoltando il racconto di un evento specifico oppure questo racconto è “rivelazione” di quanto “sempre accade”?
    Devo dire che sento fortemente in me il desiderio di cogliere nella Parola di oggi quello che sempre accade!
    Se così fosse, capisco quanto dovrebbe ripensarsi sia il nostro atteggiamento interiore, sia i “segni” con i quali viviamo e accompagniamo l’evento pasquale dell’esistenza umana!
    Ai vers.49-50 è molto forte il “contrasto” tra l’annuncio di morte che metterebbe fine all’azione di Gesù e la sua risposta che chiede di non temere e di raccogliere l’evento nella fede.
    E mi sembra preziosa la presenza di quel verbo: “sarà salvata”: non è un dato permanente, ma è un evento di salvezza!
    Ed è evidentemente un evento da vivere con delicatezza e profondità: così interpreterei il ver.51 e la sua rigorosa esigenza di riservatezza e di preziosità delle presenze sia di chi rappresenta e porta il dato della fede (i tre discepoli), sia le più profonde relazioni affettive (il padre e la madre)!
    La Parola del Signore (ver.52) mette in evidenza l’esigenza di un radicale “cambiamento”: “Non piangete. Non è morta, ma dorme”.
    Sì che nei condolenti la liturgia del lamento si trasforma in ironica e scettica derisione! (ver.53). La morte ha una sua rigida evidenza!
    Ma Gesù risveglia la bambina dal sonno: “Fanciulla, alzati!” (ver.54), e le prende la mano.
    Dove al ver.55 la versione italiana dice , il testo dice “lo spirito”!
    Quel “si alzò” è il verbo della risurrezione del Signore!
    Ed Egli chiede le sia dato da mangiare.
    Il ver.56 ci dice lo stupore dei genitori e la richiesta di assoluta riservatezza da parte di Gesù!
    Chiediamo oggi la grazia di poter vedere e vivere ogni evento di morte alla luce di questa Parola!
    Dio ti benedica. E tu benedicimi. Tuo. Giovanni

  2. E’ ormai acquisito, negli studi biblici, che i Vangeli non siano storia, ma teologia. Ciò non toglie che Gesù abbia potuto compiere quanto narrato. La bella verità di oggi è che Dio risveglia da morte, e questo coinvolge tutti noi. Gesù definisce la morte un dormire, un addormentarsi… e gli occhi si riaprono nella vita nuova, la vita stessa di Dio. Gesù “accompagna” la ragazza prendendola per mano e mostra tutta la sua premura umana: “Ordinò di darle da mangiare”.

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