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Luca 23,32-38

32 Insieme con lui venivano condotti a morte anche altri due, che erano malfattori. 33 Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. 34 Gesù diceva: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno». Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte. 35 Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto». 36 Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto 37 e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». 38 Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».

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One Comment

  1. Dopo duemila anni, siamo ancora del tutto lontani dal cogliere con gioiosissima sapienza il ver.32! Capite, da lì tutto è cambiato.
    Questo “terzetto crocifisso” è la figura simbolica della nuova creazione e della nuova storia!
    Malgrado tante meraviglie di questi due millenni cristiani (per modo di dire!) la Parola di oggi ci fa capire che siamo alla preistoria del cristianesimo!
    I soldati non possono capire quello che compiono, quando conducono a morte questi due e li conducono “insieme a Lui”!
    Lui in mezzo a loro, come ascoltiamo al ver.33!
    La meraviglia – il prodigio! – è di fatto il ver.34 dove Gesù chiede al Padre il suo perdono per i crocifissori, “perché non sanno quello che fanno”! Salvati anche loro!
    Così, anche quando si impossessano delle vesti del Signore, in realtà lo fanno perché così dice il Salmo 21(22),19 profetizzando il Messia del Signore.
    Cogliamo anche la diversa modalità di presenza e di pensiero tra il popolo e “i capi”. Per il popolo, i due verbi “stare” e “vedere” sembrano suggerire un livello profondo di partecipazione all’evento!
    La derisione dei capi e dei soldati è invece priva di ogni sapienza, e soprattutto contraddice e nega il significato profondo e la potenza di Dio.
    Tutto questo è denunciato dall’uso anche grammaticalmente sbagliato del verbo “salvare”!
    La forma “riflessiva” è del tutto errata.
    Il verbo “salvare”, come pure il termine “salvezza”, dice sempre una situazione, una condizione o un frangente dove una persona si trova in una vicenda per lei insuperabile, e appunto interviene qualcosa o qualcuno che “lo salva”.
    Dunque o uno salva un altro, o uno è salvato da un altro. Ma nessuno “si salva”!
    Questa parola è al cuore della nostra fede ebraica e cristiana! E siccome Dio è amore, la sua azione e la sua opera sono sempre evento di salvezza.
    Potete prendere come esempio il Salmo 135(136) dove tutta l’opera di Dio è annunciata come opera del suo amore e della sua misericordia.
    Certamente Gesù “non si salva”, ed è la fonte della salvezza di tutta la creazione e di tutta la storia. Con Lui tutto e tutti risorgono alla vita nuova dei figli di Dio!
    Dio ti benedica. E tu benedicimi. Tuo. Giovanni.

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