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La risurrezione è inevitabilmente inquietudine

risorto e maddalena_3Le sembrerà sciocco, e ne sono consapevole, ma anche quest’anno, è così da molti anni, da quando misteriosamente sono rientrato nella fede, quanto mi affascina il cammino di Gesù nelle liturgia del giovedì santo e del venerdì santo, altrettanto mi lascia come perplesso e sospeso l’esito finale della risurrezione. Mi sembra qualcosa di evanescente. Troppo fuori dalla storia. Sono anziano e appartengo al vecchio pensiero classico dell’immortalità dell’anima, che peraltro oggi mi è lontanissimo. Ma allora non riesco a cogliere neppure la gioia di questa “risurrezione”. Forse non è argomento adatto alla sua rubrica, per la quale la ringrazio nel mio cuore ogni domenica.

Caro amico, l’argomento non è adatto soprattutto alla mia incompetenza e alla mia inadeguatezza. Mi permetto di scriverle due parole, perché da anni mi capita di vivere intensamente la risurrezione annunciata dalla Pasqua, soprattutto per merito di una donna molto conosciuta per il rilievo della sua presenza nel Vangelo di Gesù: Maria Maddalena. Quest’anno mi sono permesso di chiedere al Diacono cui era stata affidata la proclamazione del vangelo nella Messa del giorno di Pasqua di prolungare la lettura del testo di Giovanni, fino a comprendere l’incontro di lei con il Risorto. Della Maddalena mi piace la sua agitazione, la sua corsa, il suo pianto, la sua determinazione a non cedere nell’attenderlo. Donna potentissima. Che ci interpreta perfettamente. Perché in fondo è molto vero quello che lei denuncia: “hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto”, e più avanti, con Gesù stesso che lei scambia per il custode del giardino: “dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo”. Ogni giorno, molte volte al giorno, mi trovo nella sua stessa “mancanza”: “dove sei Signore? La storia in cui vivo è sempre all’estremo bisogno di trovarlo, perchè lo abbiamo conosciuto come la luce della nostra vita. Senza di Lui tutto è allo scuro. Con Lui si illumina anche la tenebra più profonda. La risurrezione è inevitabilmente inquietudine. Lui non può essere un possesso, una specie di “amuleto”. Lui può essere solo dono sorprendente. Corro a cercarlo, e chiedo a chi incontro se l’ha visto e se posso trovarlo anch’io. Gesù è irrinunciabile. Non possiamo che continuare a correre per cercarlo. Senza di Lui non siamo più capaci di vivere.
Buona Pasqua e Buona Domenica.

Don Giovanni.

Domenica 7 Aprile 2013.

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