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La convivenza a volte assume il volto di un “esilio”, o di un’attesa

vincoli_matrimonio-246x300È una lezione che mia figlia dà a me e a suo padre, che non mi aspettavo e che non pensavo di meritare. Mi ha comunicato che andrà a convivere con il suo fidanzato senza sposarsi, o al massimo sposandosi in comune. Noi siamo una famiglia cattolica, ma lei mi ha detto che non ha fatto questa scelta per mancanza di fede, ma perché ha visto la grande fatica e il poco affetto nella vita matrimoniale di noi suoi genitori. Capisco che lei sbaglia, ma capisco che ha anche delle ragioni.

Capisco il suo dispiacere e lo condivido. Anch’io vedo come i miei figli e le mie figlie patiscono le conseguenza dei miei errori e soprattutto delle mie mancanze nel comandamento dell’amore. Mi sembra che la strada da percorrere verso sua figlia sia quella di un grande rispetto e di una grande delicatezza davanti a questa scelta. Posso pensare che accanto a queste ragioni per non celebrare il matrimonio religioso ci sia anche la grande influenza del costume intorno. Adesso l’importante è che sua figlia e il suo ragazzo si sentano accolti e voluti bene così come sono e come hanno deciso. Nella mia vicenda di prete le posso dire che non poche volte celebro il matrimonio religioso di persone che da anni sono in convivenza. Il Signore segue con la potenza del suo amore tutti i suoi figli, anche quelli che sembrano camminare lontani da Lui. Circondati da comprensione e affetto, loro stessi vengono spesso indotti a scegliere una condizione più forte per il bene della loro unione. La convivenza non è secondo la nostra fede, ma  non poche volte assume il volto di un “esilio”, o di un’attesa, che possono portare frutti inaspettati e preziosi. Certamente non è bene condannare ed escludere. Per sua figlia, la vita dei suoi genitori, che oggi le pare di non voler imitare, può trasformarsi nella consapevolezza di come nella vita ci siano prove molto delicate, e come il superarle con la fedeltà della comunione d’amore sia grande via di sapienza e di bontà, via che la fede promuove e sostiene. Non si lasci scoraggiare, cara mamma! Penso che la pazienza e l’umiltà dell’amore porteranno a tutti voi grandi doni. Buona Domenica a lei e a tutti i miei cari lettori.

Giovanni della Dozza.

Nota: Pubblicato su “Il resto del Carlino – Bologna” di domenica 30 Ottobre 2016 nella rubrica “Cose di Questo mondo”.

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