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Isaia 63,1-6

1 «Chi è costui che viene da Edom, da Bosra con le vesti tinte di rosso, splendido nella sua veste, che avanza nella pienezza della sua forza?». «Sono io, che parlo con giustizia, e sono grande nel salvare». 2 «Perché rossa è la tua veste e i tuoi abiti come quelli di chi pigia nel torchio?». 3 «Nel tino ho pigiato da solo e del mio popolo nessuno era con me. Li ho pigiati nella mia ira, li ho calpestati nella mia collera. Il loro sangue è sprizzato sulle mie vesti e mi sono macchiato tutti gli abiti, 4 perché il giorno della vendetta era nel mio cuore ed è giunto l’anno del mio riscatto. 5 Guardai: nessuno mi aiutava; osservai stupito: nessuno mi sosteneva. Allora mi salvò il mio braccio, mi sostenne la mia ira. 6 Calpestai i popoli con sdegno, li ubriacai con ira, feci scorrere per terra il loro sangue».

Commenti registrati questa mattina, lunedì 23-03-2020, nella condivisione c/o le nostre parrocchie:

Omelia dialogata alla Dozza (file mp3)
Messa quotidiana trasmessa in  diretta sul canale youtube delle Famiglie della Visitazione: https://youtu.be/NlwMKDJ9rYk

Omelia dialogata a Sammartini: (file mp3)

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One Comment

  1. COMMENTO Famiglie della Visitazione
    Nel testo di oggi si ripresenta in modo molto forte quello che già abbiamo trovato più volte, sempre molto vivo, nel libro di Isaia: possiamo considerare con attenzione quella domanda del versetto 1 “Chi è costui che viene da Edom?”. Può essere il servo del Signore, quindi profezia fortissima del Cristo stesso, quindi, sia pure con molti limiti, icona di noi stessi, del segreto profondo della vita di ogni credente, ma forse si può e si deve aggiungere un’altra ipotesi; cioè che in questo personaggio misterioso stia il segreto di una vocazione di tutta l’umanità alla realtà del popolo di Dio. Oggi si profetizza la destinazione del vangelo a tutte le Genti. Lo Spirito di Dio sta convocando progressivamente nei secoli tutta l’umanità, addirittura forse non solo l’umanità, ma in certo modo la creazione stessa, perché tutti e tutto siamo convocati in una realtà che è in modo sempre crescente la presenza di Dio stesso creatore e Signore, e tutto questo in modo privilegiato nella persona del Figlio di Dio e dunque nella grande avventura evangelica di Gesù, il Cristo del Padre.
    Si possono a questo punto aggiungere due caratteristiche che questo personaggio qui descritto assume e che lo fanno assomigliare ulteriormente al Messia, al Cristo: la prima caratteristica è la sua condizione di solitudine. Compie la sua missione tutto da solo ed è la condizione di solitudine in cui si viene a trovare Gesù nei racconti evangelici della Passione; l’altra caratteristica è la sua contaminazione. Questo sangue, che in un primo momento sembra essere il sangue dei nemici, giunge a macchiare le sue vesti: è la potenza del suo sacrificio d’amore, che lo porta non a togliere, ma a dare la sua vita per tutti, nemici compresi.
    Dio ti benedica e tu benedici noi. Giovanni e Francesco

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