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Isaia 48,16-22

16 Avvicinatevi a me per udire questo. Fin dal principio non ho parlato in segreto; sin da quando questo avveniva io ero là. Ora il Signore Dio ha mandato me insieme con il suo spirito. 17 Dice il Signore, tuo redentore, il Santo d’Israele: «Io sono il Signore, tuo Dio, che ti insegno per il tuo bene, che ti guido per la strada su cui devi andare. 18 Se avessi prestato attenzione ai miei comandi, il tuo benessere sarebbe come un fiume, la tua giustizia come le onde del mare. 19 La tua discendenza sarebbe come la sabbia e i nati dalle tue viscere come i granelli d’arena. Non sarebbe mai radiato né cancellato il suo nome davanti a me». 20 Uscite da Babilonia, fuggite dai Caldei; annunciatelo con voce di gioia, diffondetelo, fatelo giungere fino all’estremità della terra. Dite: «Il Signore ha riscattato il suo servo Giacobbe». 21 Non soffrono la sete mentre li conduce per deserti; acqua dalla roccia egli fa scaturire per loro, spacca la roccia, sgorgano le acque. 22 Non c’è pace per i malvagi, dice il Signore.

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One Comment

  1. COMMENTO delle Famiglie della Visitazione
    Il nostro brano si apre con la celebrazione di un evento di comunicazione. Il profeta raduna e chiede ascolto, non fa mancare neppure oggi una parola che per altro è stata sempre presente.
    Ed il messaggio che proviene dal Santo di Israele è un rimprovero suadente fatto per produrre un pentimento, una rilettura della storia e delle infedeltà in essa. Con parole più dolci e persuasive si riprendono gli avvertimenti degli ultimi capitoli del Deuteronomio con le maledizioni e le benedizioni che seguiranno alla fedeltà o infedeltà del Popolo ai comandi di Dio.
    Deut 28,47 “Poiché non avrai servito il Signore, tuo Dio…. 48servirai i tuoi nemici, che il Signore manderà contro di te, … Essi ti metteranno un giogo di ferro sul collo, finché non ti abbiano distrutto.”
    È l’invito a rientrare nella terra dei comandamenti.
    Ed è l’utile memoria della propria infedeltà che prepara per il dinamismo dell’ultimo messaggio che all’improvviso comanda di uscire. Di uscire da Babilonia e di trasmettere il comando di uscire. L’esodo non è mai una volta per tutte ma in continua ripetizione come una dimensione perenne dell’anima che esce dalle sue prigionie.

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