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Isaia 44,21-23

21 Ricorda tali cose, o Giacobbe, o Israele, poiché sei mio servo. Io ti ho formato, mio servo sei tu; Israele, non sarai dimenticato da me. 22 Ho dissipato come nube le tue iniquità e i tuoi peccati come una nuvola. Ritorna a me, perché io ti ho redento. 23 Esultate, cieli, perché il Signore ha agito; giubilate, profondità della terra! Gridate di gioia, o monti, o selve con tutti i vostri alberi, perché il Signore ha riscattato Giacobbe, in Israele ha manifestato la sua gloria.

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  1. COMMENTO DI CELINA
    Tre cose oggi il Signore invita a fare: al suo popolo chiede di ricordare e di ritornare, a tutta la creazione di gioire. Queste tre cose caratterizzano il giorno di Pasqua.
    Il ricordo: “Ricorda tali cose”.
    Nel racconto di Luca i due uomini al sepolcro invitano le donne proprio al ricordo: “quelli dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea e diceva: Bisogna che il Figlio dell’uomo sia consegnato in mano ai peccatori, sia crocifisso e risorga il terzo giorno». Ed esse si ricordarono delle sue parole e, tornate dal sepolcro, annunciarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri.” (Lc 24,5-9). Bisogna ricordarsi delle parole che Lui ci ha detto, soprattutto di quelle in ordine all’annuncio di Pasqua.
    Il ritorno: “Ritorna a me”.
    È l’azione che secondo Giovanni fa per due volte Maria Maddalena al sepolcro: “Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!».” (Gv 20,14-16). È il verbo di oggi. Lei si volta, ritorna, due volte fino a riconoscerlo.
    La gioia: “Esultate… giubilate. Gridate di gioia”
    È la reazione dei discepoli la sera di Pasqua, sia secondo Luca che secondo Giovanni.
    “Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore.” (Lc 24,41)
    “E i discepoli gioirono al vedere il Signore.” (Gv 20,21)
    Alla fine mi è sembrato bello leggere i pochi e ricchissimi versetti di oggi alla luce della Pasqua, di come si sono compiuti in Gesù che lì, al massimo grado, ha compiuto quello che proprio oggi si dice del Signore: ci ha redento, ha dissipato i nostri peccati ma anche ci ha formato (come nuove creature scaturite dal suo costato). In una parola “ha agito”, come si dice al versetto 23. Ed è affascinante la lettura che di questo agire regala la versione greca, che lo cambia in: “ha avuto misericordia”. In effetti è questo il suo modo di agire. Facendo misericordia.
    Dio vi benedica e voi benedite tutti noi.

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