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Isaia 41,6-13

6 Si aiutano l’un l’altro; uno dice al compagno: «Coraggio!». 7 Il fabbro incoraggia l’orafo; chi leviga con il martello incoraggia chi batte l’incudine, dicendo della saldatura: «Va bene», e fissa l’idolo con chiodi perché non si muova. 8 Ma tu, Israele, mio servo, tu Giacobbe, che ho scelto, discendente di Abramo, mio amico, 9 sei tu che io ho preso dall’estremità della terra e ho chiamato dalle regioni più lontane e ti ho detto: «Mio servo tu sei, ti ho scelto, non ti ho rigettato». 10 Non temere, perché io sono con te; non smarrirti, perché io sono il tuo Dio. Ti rendo forte e ti vengo in aiuto e ti sostengo con la destra della mia giustizia. 11 Ecco, saranno svergognati e confusi quanti s’infuriavano contro di te; saranno ridotti a nulla e periranno gli uomini che si opponevano a te. 12 Li cercherai, ma non troverai coloro che litigavano con te; saranno ridotti a nulla, a zero, coloro che ti muovevano guerra. 13 Poiché io sono il Signore, tuo Dio, che ti tengo per la destra e ti dico: «Non temere, io ti vengo in aiuto».

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  1. I primi versetti danno un quadro ironico della idolatria; in contrapposizione, nei versetti successivi, il Signore si rivolge a Israele ricordandogli di essere stato da Lui scelto e amato (vv 8-9). Come potrebbe fare una madre verso il suo piccolo, con dolcissime e multiformi parole, il Signore rassicura il suo servo, il suo eletto, invitandolo a non temere a motivo della vicinanza e protezione di Dio (vv 8-10.13 io sono con te – non smarrirti – ti rendo forte – ti vengo in aiuto – ti sostengo – ti tengo per la destra). In rapporto a questa profonda comunione tra l’eletto e il suo Dio che lo protegge, ogni nemico sarà ridotto a nulla (vv 11-12) e si rivelerà nella sua inconsistenza. Di fronte a queste parole ci potrebbero venire nel cuore due domande: e noi chi siamo rispetto all’eletto di Dio? Quando e come avviene questo annientamento del nemico? Israele ci è proposto come profezia dell’unico vero eletto che è il Cristo e come “tipo” e “simbolo” di ognuno di noi che, in Cristo, è invitato a riconoscere l’amore e la protezione che Dio ha per lui. L’annientamento del Nemico si verifica nella Pasqua di morte e resurrezione del Signore nella quale il nostro Gesù ha annientato il peccato e la morte.

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