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Isaia 28,7-13

7 Anche costoro barcollano per il vino, vacillano per le bevande inebrianti. Sacerdoti e profeti barcollano per la bevanda inebriante, sono annebbiati dal vino; vacillano per le bevande inebrianti, s’ingannano mentre hanno visioni, traballano quando fanno da giudici. 8 Tutte le tavole sono piene di fetido vomito; non c’è un posto pulito. 9 «A chi vuole insegnare la scienza? A chi vuole far capire il messaggio? Ai bambini svezzati, appena staccati dal seno? 10 Sì: precetto su precetto, precetto su precetto, norma su norma, norma su norma, un po’ qui, un po’ là». 11 Con labbra balbettanti e in lingua straniera parlerà a questo popolo 12 colui che aveva detto loro: «Ecco il riposo! Fate riposare lo stanco. Ecco il sollievo!». Ma non vollero udire. 13 E sarà per loro la parola del Signore: «Precetto su precetto, precetto su precetto, norma su norma, norma su norma, un po’ qui, un po’ là», perché camminando cadano all’indietro, si producano fratture, siano presi e fatti prigionieri.

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2 Comments

  1. E’ un brano difficile, ma sembrano chiari alcuni suggerimenti. Piena disapprovazione per sacerdoti e profeti che – probabilmente in occasione dei banchetti rituali – si ubriacano, sono annebbiati dal vino, svolgono male il loro compito di giudici. Deridono il profeta di Dio: “A chi vuole insegnare la scienza? A chi vuole far capire il messaggio?…”. Le loro parole, “precetto su precetto, precetto su precetto, norma su norma, norma su norma”, vengono poi riprese dal Signore che annuncia la loro sventura; sembrano denunciare il loro “bla, bla, bla”, la vacua ripetizione della Parola di Dio e anche quella pratica scrupolosa ma solo esteriore che Gesù denuncerà negli scribi e farisei. Un suggerimento anche per noi, su come ascoltare e come praticare la Parola del Signore. – Eppure Dio non smentisce la sua promessa: “Ecco il riposo! Fate riposare lo stanco. Ecco il sollievo!”(v.12). E per tutti noi, “affaticati e oppressi” come dice Gesù, Egli rimane il porto sicuro, il luogo del riposo e del rinnovamento.

  2. Sembra che la spaventosa decadenza della fede e della preghiera del popolo di Dio colpisca il cuore della storia di Israele: il culto e la profezia! Noi diremmo: la Parola e la Liturgia!Allora la Liturgia si degrada in un culto decadente e corrotto fino alla vergogna (vers.7-8)!
    E la Parola diventa in imparaticcio di formule retoriche e bambinesche!(ver.9)! 
    A qualcuno verrà in mente un certo “catechismo” che il ver.10 argutamente deride: “Sì: precetto su precetto, normo su norma, un po’ qui, un po’ là”!
    Persino la pronuncia e la dizione saranno estranee alla comprensione vera!
    Eppure il Signore aveva chiamato il suo popolo invitandolo ad entrare nella pace (ver.12). “Ma non vollero udire”!  
    E dunque, dichiara con forza polemica il ver.13: questa sarà la decadenza della Parola in un vuoto catechismo, riprendendo le parole già dette al ver.10.
    Invece di camminare verso l’incontro profondo con il Signore, cadono all’indietro, si producono fratture….
    Dio ti benedica. Tu benedicilo con noi. Francesco e Giovanni.

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