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Isaia 27,2-5

2 In quel giorno la vigna sarà deliziosa: cantàtela! 3 Io, il Signore, ne sono il guardiano, a ogni istante la irrigo; per timore che la si danneggi, ne ho cura notte e giorno. 4 Io non sono in collera. Vi fossero rovi e pruni, muoverei loro guerra, li brucerei tutti insieme. 5 Oppure si afferri alla mia protezione, faccia la pace con me, con me faccia la pace!

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  1. Siamo noi “la vigna deliziosa” del Signore: il bell’aggettivo ne indica la preziosità, la bellezza. Quello che fa il Signore per questa vigna manifesta una cura esagerata, un amore esagerato! Egli è in ansia, “per timore che la si danneggi”. Ne ha cura giorno e notte ed esagera con la innaffiatura: la bagna “a ogni istante”. Una passione – possiamo dire – irrazionale: ed è così che Dio ci ama e ha cura di noi. Altri due particolari sono rilevanti: intanto l’assicurazione che egli non è in collera, è un Dio che non si arrabbia. Se crescono anche rovi e pruni, è lui che provvede a eliminarli. E qui vengono in mente le parole di Gesù: è il Padre, l’agricoltore, che provvede a potare la vigna, a eliminare i rami improduttivi: non tocca a noi, che faremmo solamente danni.

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