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Il Signore è venuto non per condannare ma per salvare

resurrezione di Lazzaro_giottoSono rimasto colpito dal messaggio doloroso della scorsa domenica e commosso per la risposta. Mi chiedo: come mai in una storia come quella della sua rubrica le arrivano più problemi e dolori che belle notizie? Sono più i mali che il bene?

Caro lettore, non dobbiamo stupirci di questo. La mia esperienza quotidiana anche a contatto con persone ammalate, è che la prova, la sconfitta, la paura, il dolore mettono la nostra vita davanti agli interrogativi più profondi e alle analisi più severe. Quando le cose vanno bene è meno istintivo farsi domande sul senso della vita. Quando il male ci aggredisce siamo spinti ad un esame più ampio, più profondo e più severo. Severo con noi stessi, con la nostra stessa vita, e anche con Dio, se ci crediamo. Come ascoltatore della Parola del Signore le posso dire che Lui per primo non si stupisce di trovarsi sempre circondato e addirittura immerso nel dolore della storia. È venuto per questo! Il Dio di Israele, che è il Padre di Gesù e Padre nostro ha sempre fatto così! Visita il male dell’umanità, ci entra dentro, l’assume e lo condivide, e opera la liberazione dei prigionieri. La liberazione è nella Bibbia sempre liberazione dal male e dalla morte. Oggi pregavo sul pianto del Signore per la morte del suo amico Lazzaro. Il Vangelo di Giovanni parla del pianto delle sorelle di Lazzaro e dei loro amici. Gesù, vedendo il loro pianto, piange con loro. Per liberarci dal male e dalla morte arriva fino a morire per noi. Per questo le persone si comunicano a livelli profondi, come la signora della scorsa domenica, quando non possono far altro che chiedere se c’è una strada per uscire da ciò che le imprigiona e le domina. Per questo è molto importante, direi essenziale, che noi cristiani – se possiamo dire di esserlo! – ci ricordiamo sempre che il Signore è venuto non per condannare ma per salvare, e che il nostro compito è comunicare una strada di salvezza qualunque sia la vicenda e la situazione di una persona, di una famiglia, di una comunità. Non c’è nessuno al mondo che Egli non voglia salvare. Forse non sempre testimoniamo questo divino straordinario amore che porta Gesù a versare il suo sangue non solo per quelli che lo ospitano e che sono da Lui ospitati nella Liturgia, ma veramente per tutti. Il pastore è anche oggi in cerca della pecora più scalcagnata. Credo che la troverà. E se hai vicino a te una povera pecora perduta, sappi che il pastore la sta cercando. E in questa ricerca, veramente ci sa fare.
Buona Domenica a tutti.

Giovanni della Dozza.

Domenica 21 Luglio 2013

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