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I Giovedì della Dozza: «Speranza e Giustizia riparativa»

Nella serata del 27 aprile, presso la parrocchia di Sant ‘ Antonio da Padova alla Dozza si è svolto il quarto incontro del ciclo 2017 dei Giovedì della Dozza, dedicato al tema della speranza e in particolare a: «La giustizia riparativa: riflessioni ed esperienze». Hanno partecipato Silvia Furfaro, Emanuela Ferri e Giulia De Togni, appartenenti all’Associazione «L’Altro Diritto». Da anni approfondiscono il tema a livello giuridico e lavorano all’interno del carcere della Dozza.
Ha partecipato anche Paola Ziccone, avvocato, mediatore familiare e penale.

Diamo anche un ampio stralcio dell’introduzione fatta da don Giovanni Nicolini:

Il tema della « giustizia riparativa » è decisivo per la comunità cristiana perché fino a oggi tutta la cultura classica e purtroppo gran parte della teologia cristiana hanno funzionato con il « criterio della colpa e della pena » e si sono fermate lì.

In questo il Cristianesimo ha ignorato la persona di Gesù che si colloca oltre il tema della colpa e della pena. In merito il testo più citato in questi anni da papa Francesco è quello del Vangelo di Giovanni che al capitolo otto riporta l’episodio dell’Adultera. Al termine del racconto il Signore chiede alla donna: “Nessuno ti ha condannata?”. Lei risponde: “Nessuno, Signore”. Prosegue Gesù e dice: “Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più”.

Quindi, mentre nel carcere della Dozza la liberazione arriva alla fine della pena, nella giustizia proposta dal Vangelo le cose cominciano con il perdono.

Il problema risale all’epoca illuminista quando Cesare Beccaria fece un testo importante per dire della violenza, della disumanità e dell’inutilità della pena di morte e fu ascoltato. Da allora è iniziato un lento processo di abolizione della pena di morte che ha avuto come conseguenza che il carcere è diventato la pena.

Ai tempi della Bibbia, dei Vangeli, delle lettere di san Paolo il carcere era soltanto una « sala d’aspetto » con tre destinazioni e cioè: si andava « ad patibulum » cioè alla pena di morte; oppure « ad metalla », cioè ai lavori forzati nelle miniere; oppure « ad galera», cioè a remare nelle galee che così non avevano bisogno del vento.

Quando tutto questo orrore è stato abolito il carcere è diventato la pena. La costituzione reagisce a questa impostazione perché dice che il carcere deve essere un percorso. Nella realtà non lo è. Il carcere dovrebbe essere il luogo dove restituire alla persona quello che ha perso e del suo inserimento e invece è una reclusione.

Questo tema in questi anni per noi del la Parrocchia della Dozza è stato molto interessante a motivo della vicinanza del carcere. Molti paesi del nord Europa stanno sostituendo le carceri con percorsi di recupero e questo corrisponde a quanto previsto dalla nostra Costituzione che all’articolo 27 prevede: « Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato ». Il nostro sistema carcerario è quindi anticostituzionale perché è semplicemente una reclusione. Inoltre, al contrario, noi abbiamo bisogno di costruire delle nuove carceri perché il sovraffollamento è pericolosamente disumano e quando viene il caldo il pericolo del suicidio è altissimo.

Ma l’interesse di questa sera è ben oltre perché ci parla dell’ipotesi che non ci si debba fermare semplicemente alla colpa e alla pena. C’è un cammino da compiere davanti a noi e cioè il recupero, la rimeditazione e l’attualizzazione degli eventi del passato, in una cultura e in una psicologia che li sappia rivedere, aprendo un dialogo tra chi ha subito la violenza e chi la violenza l’ha esercitata.

Sono esperienze importantissime e quindi è importantissimo ospitare persone che si sono completamente immerse in questo tema, in questo orizzonte.

Di seguito pubblichiamo le registrazioni audio dei vari interventi (suddivisi per sezioni), mentre cliccando qui potete accedere al file mp3 globale dell’intera serata (94′-11mb) :

1) Giovanni Nicolini – introduzione

2) Silvia Furfaro – intervento

3) Emanuela Ferri – intervento

4) Paola Ziccone – intervento

5) Silvia Furfaro – ripresa

6) Giulia De Togni – esperienza

7) conversazione

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