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Giovanni 7,15-24

15 I Giudei ne erano meravigliati e dicevano: «Come mai costui conosce le Scritture, senza avere studiato?». 16 Gesù rispose loro: «La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha mandato. 17 Chi vuol fare la sua volontà, riconoscerà se questa dottrina viene da Dio, o se io parlo da me stesso. 18 Chi parla da se stesso, cerca la propria gloria; ma chi cerca la gloria di colui che lo ha mandato è veritiero, e in lui non c’è ingiustizia. 19 Non è stato forse Mosè a darvi la Legge? Eppure nessuno di voi osserva la Legge! Perché cercate di uccidermi?». 20 Rispose la folla: «Sei indemoniato! Chi cerca di ucciderti?». 21 Disse loro Gesù: «Un’opera sola ho compiuto, e tutti ne siete meravigliati. 22 Per questo Mosè vi ha dato la circoncisione – non che essa venga da Mosè, ma dai patriarchi – e voi circoncidete un uomo anche di sabato. 23 Ora, se un uomo riceve la circoncisione di sabato perché non sia trasgredita la legge di Mosè, voi vi sdegnate contro di me perché di sabato ho guarito interamente un uomo? 24 Non giudicate secondo le apparenze; giudicate con giusto giudizio!».

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  1. Riprendiamo la nostra riflessione dalle ultime parole ascoltate ieri: «Come mai costui conosce le Scritture, senza avere studiato?». La risposta a questa domanda dei Giudei viene da Gesù stesso: “La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha mandato”. La sapienza di Gesù viene dalla sua umiltà, dal non pensare e dire nulla “da se stesso”, dal non cercare “la propria gloria”, ma quella di Colui che lo ha mandato. Insomma, il segreto di Gesù sta nel non essere da solo, ma sempre insieme con il Padre e dal ricavare ogni pensiero, parola e azione dalla sua comunione con il Padre.
    Questo lo porta a leggere le Scritture secondo un criterio fondamentale di interpretazione: il primato della salvezza di “tutto l’uomo” (vers. 23: “ho guarito interamente un uomo”!) sull’osservanza dei singoli comandamenti della Legge. Insomma: il primato del comandamento dell’amore deve essere il criterio di discernimento di tutta la Legge. Tutte le Scritture ci dicono il grande amore di Dio per l’uomo, per tutto l’uomo.
    Il nostro augurio è anche per noi l’incontro quotidiano con le Sacre Scritture sia sempre guidato da questo modo sublime di leggerle, secondo il cuore di Gesù, secondo il principio della misericordia di Dio per l’uomo.
    Dio vi benedica e anche voi benediteci. Giovanni e Francesco

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