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Giovanni 7,1-9

1 Dopo questi fatti, Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più percorrere la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo.
2 Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, quella delle Capanne. 3 I suoi fratelli gli dissero: «Parti di qui e va’ nella Giudea, perché anche i tuoi discepoli vedano le opere che tu compi. 4 Nessuno infatti, se vuole essere riconosciuto pubblicamente, agisce di nascosto. Se fai queste cose, manifesta te stesso al mondo!». 5 Neppure i suoi fratelli infatti credevano in lui. 6 Gesù allora disse loro: «Il mio tempo non è ancora venuto; il vostro tempo invece è sempre pronto. 7 Il mondo non può odiare voi, ma odia me, perché di esso io attesto che le sue opere sono cattive. 8 Salite voi alla festa; io non salgo a questa festa, perché il mio tempo non è ancora compiuto». 9 Dopo aver detto queste cose, restò nella Galilea.

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  1. Entriamo oggi in un orizzonte vasto che ci accompagnerà ormai sino alla fine del Vangelo. Si tratta del “mistero” di Gesù. Gesù: il dono supremo di Dio al mondo, il Figlio di Dio Figlio dell’uomo, l’umanità secondo Dio pienamente manifestata e donata. Ma: umanamente irraggiungibile perché assolutamente “altra” rispetto alla nostra “mondanità”. Ma mi fermo su queste considerazioni di carattere generale. Chiediamo al Signore la grazia di poterlo cogliere e accogliere così come Egli è e come è assolutamente “per noi” e “a noi” essendo Egli totalmente del Padre.
    Il ver.1 è già illuminante. Si potrebbe dire: se i Giudei lo cercano “per ucciderlo”(forse è traduzione più esatta), non è questo il cammino che Egli sta compiendo tra noi e per noi? No!! La volontà del Padre non è che i Giudei lo uccidano, ma che Lui offra la sua vita per la salvezza del mondo. Si potrebbe dire che di fatto gli eventi saranno proprio come esternamente si vedrà. Però quello che accadrà non sarà l’uccisione di Gesù ma la sua Pasqua. E questo avverrà secondo i tempi di Dio e non secondo le decisioni degli uomini. Per questo, dunque “non voleva più percorrere la Giudea”! In realtà, nel brano successivo si dirà che Egli va a Gerusalemme, ma tutto sarà sempre avvolto dal mistero della sua Persona.
    I “fratelli” rappresentano la mentalità del mondo e le regole della sua “sapienza”: “Se fai queste cose, manifesta te stesso al mondo”, e quindi, “parti di qua e va’ nella Giudea – dove si celebra la festa! – perché anche i tuoi discepoli vedano le opere che tu compi”. Così i vers.3-4. Notate anche il particolare sorprendente di questi “discepoli” che non sono con Lui! Tutto vuole sottolineare la “solitudine” di Gesù in rapporto al segreto più profondo di Lui e del suo cammino: la comunione piena con il Padre! E’ questa pienezza di comunione che “spiega” la stranezza delle parole e dei gesti di Gesù.
    Ecco dunque il commento evangelico a tutto questo: “Neppure i suoi fratelli infatti credevano in Lui”(ver.5). Gesù è circondato e “aggredito” dalla mondanità che si manifesta contemporaneamente come intenzione di ucciderlo e come induzione al “successo” mondano: “Nessuno, se vuole essere riconosciuto pubblicamente, agisce di nascosto”(ver.4). Dunque, sia che lo vogliano far fuori sia che lo vogliano riconosciuto, è sempre la sapienza del mondo a manifestarsi.
    I vers.6-8 chiariscono la situazione con la Parola di Gesù circa “il tempo”. Per Lui il tempo è il tempo del Padre e della sua obbedienza al tempo del Padre. Abbiamo incontrato questo tema importante a Cana, nel dialogo di Gesù con la Madre (Gv.2,4). Ora il ver.7 mette in evidenza la drammaticità di questa opposizione tra tempo del mondo e tempo di Dio: ”Il mondo non può odiare voi, ma odia me, perché di esso io attesto che le sue opere sono cattive”. Non si tratta solo di una considerazione “temporale”, ma della radicale opposizione tra Dio e il mondo, opposizione che Gesù viene a vincere con la sua Pasqua d’amore. Quella sarà veramente “la festa”! Adesso Egli dice: “Salite voi alla festa; io non salgo a questa festa, perché il mio tempo non è ancora compiuto”(ver.8).
    Dio ti benedica. E tu benedicimi. Tuo. Giovanni.

  2. I fratelli di Gesù, il suo clan, i suoi parenti non credono. Lo hanno visto per tanti anni come una persona normale, come un modesto artigiano… Come possono accogliere tutte le novità che si manifestano ora nelle parole e nelle opere del “figlio dell’uomo”? – Per due volte Gesù ripete che il suo tempo non è ancora venuto. “Il tempo” è quel momento decisivo, quell’occasione favorevole che Dio ci offre e che sta a noi cogliere. Per Gesù quel momento preciso sarà il tempo della sua Pasqua: quella sarà la sua festa, non quella attuale, chiamata “la festa dei Giudei”.

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