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Giovanni 6,34-40

34 Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». 35 Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai! 36 Vi ho detto però che voi mi avete visto, eppure non credete. 37 Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, 38 perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. 39 E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. 40 Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».

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  1. Desidero mettere in evidenza la suprema importanza dello scambio di Parole tra la gente (i Giudei) e Gesù: “Signore, dacci sempre di questo pane”, e la risposta del Signore: “Io sono il pane della vita”. Ricordiamo come in Gv.4 la Donna Samaritana chiedesse a Gesù il dono dell’acqua con parole vicine a questa. Ora, ascoltando la Parola di Gesù, ci stiamo nutrendo del Pane della vita! E questo con la sua conseguenza profonda: “Chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!” (vers.34-35). Nella Divina Liturgia questa parola diventa Pane e ce ne nutriamo con il Pane Eucaristico.
    Ma è molto importante che non separiamo la Parola che ci nutre e ci disseta, e il Pane e il Sangue dell’Eucaristia! Tra poco io scendo a Messa e questa Parola diventa il Pane e il Sangue del Signore di cui mi ciberò e mi disseterò nella nostra quotidiana celebrazione della Messa: tutto strettamente unito.
    Mi fa soffrire e mi preoccupa il rischio di una separazione-lontananza tra il Pane della Parola e il Pane dell’Eucaristia! Forse sono preoccupazioni inutili da parte di un vecchio prete. Ma, anche quando penso ai nostri bambini che si accostano alla Prima Comunione … o penso a certe celebrazioni della Messa dove la Parola che viene proclamata e ascoltata sembra avere così poco rilievo … Bisogna che noi teniamo fortemente uniti e intrecciati il Pane della Parola e il Pane Eucaristico! Altrimenti, il grande pericolo è la riduzione di tutto ad un insieme di gesti e di parole esposte a perdere il loro significato …Ma non badate troppo a questi miei pensieri!
    Ringraziamo di cuore il Signore per questo suo dirci oggi: “Io sono il pane della vita” e quanto segue, con la promessa di una vita nutrita e dissetata! Questo è il cuore della nostra fede.
    Questo è il motivo della ammonizione severa di Gesù: “Vi ho detto però che voi mi avete visto, eppure non credete” (ver.36).
    Tutto quello che avviene nel nostro incontro con Gesù Pane di vita è il disegno e la volontà del Padre: “Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me” (ver.37).
    Ancora viene dunque sottolineato che questo nostro incontro con Dio Padre nella Persona di Gesù Cristo è volontà e opera di Dio! E’ la volontà del Padre e l’obbedienza del Figlio al Padre! E’ quello che ascoltiamo ai vers.37-40! Ancora una volta, non è opera nostra, ma grazia di Dio!
    Ascoltiamo come meravigliosamente Gesù descrive la nostra salvezza: “E questa è la volontà di Colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto Egli mi ha dato, ma che lo resusciti nell’ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio …”! (ver.40). Non possiamo far altro che ascoltare, ammirare e accogliere il disegno divino della nostra salvezza!
    Dio ti benedica. E tu benedicimi. Tuo. Giovanni.

    N.B. Volevo assicurarvi che cerco di non perdere mai di vista la consapevolezza di quanto sia povero il mio tentativo di riportare e commentare la Parola del Signore. Cerco di riparare ricordandovi nella mia miserella preghiera.

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