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Giovanni 6,28-33

28 Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». 29 Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato». 30 Allora gli dissero: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? 31 I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: Diede loro da mangiare un pane dal cielo». 32 Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. 33 Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».

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2 Comments

  1. Mi sembra interessante e importante che la “conversazione” tra Gesù e i Giudei continui a mantenersi e a svolgersi intorno al tema del “fare”! Al ver.28 questo “fare” si presenta con due verbi, resi in italiano con “compiere” e “fare”, dove questo “fare” è quel “darsi da fare” che Gesù chiedeva loro riguardo al “cibo che rimane per la vita eterna” (ver.27).
    Ora Gesù, al ver.29, risponde esplicitamente – e meravigliosamente! – che “l’opera di Dio” è “che crediate in colui che egli ha mandato”! Viene così superata ogni contrapposizione tra la fede e le opere: l’opera da compiere è la fede! “Questa è l’opera di Dio: che crediate in Colui che Egli ha mandato”!!
    Qui dobbiamo superare un rischio al quale siamo esposti, che è l’inevitabile contrapposizione tra fede e opere, come se la fede fosse un dato “intellettuale”, e le opere un fatto concreto. La fede, il credere, è un evento vivo dell’esistenza, è una vita nuova, e quindi un nuovo pensare, agire, interpretare, scegliere, volere…. Per questo Gesù dice con fermezza che l’opera di Dio è credere!
    Al ver.30 chiedono a Gesù: “Quale segno tu compi perché vediamo e crediamo? Quale opera fai?”. E ricordano l’evento della manna nel deserto. Se abbiamo il tempo di dare uno sguardo a Esodo 16, potremo vedere come anche quell’evento non fu privo di drammaticità, ed esposto al confronto con la fede!
    In ogni modo Gesù risponde che la vicenda della manna è stata segno e profezia di quello che solo ora si compie: “Non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero”.
    E qui dona la spiegazione radicale circa questo “pane”: “Infatti il pane di Dio è Colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo”. Gesù è il Pane!
    Provo a trarre un tentativo di conclusione da tutto questo: gli domandano quale opera bisogna compiere e Lui risponde che bisogna “operare in Lui”, cioè vivere in Lui e di Lui, che il Padre manda per la nostra salvezza!
    Oggi mi sono sentito portato a cogliere tre segni meravigliosi che abbiamo ricevuto dal Signore: il vino di Cana, l’acqua con la Samaritana e ora il Pane. Così è Gesù, la nostra salvezza e la nostra vita nuova.
    Dio ti benedica. E tu benedicimi Tuo. Giovanni.

  2. “Questa è l’opera di Dio”: non le opere della Legge, ma credere in colui che Dio ha mandato. Credere in Gesù: è l’adesione non a delle “verità”, a dei dogmi, ma a una persona, alla sua parola…; assumerlo come modello della nostra vita, la luce che guida i nostri comportamenti. Seguirlo come modello di umanità, poiché egli è il Figlio dell’uomo, l’uomo come il Padre lo ha pensato e voluto. – Come possiamo sapere se seguiamo effettivamente Gesù? Se come lui diamo vita: egli infatti “dà la vita al mondo”, cioè a tutti. Non “mortificare” gli altri, ma farci anche noi pane per il loro nutrimento e benessere.

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