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Giovanni 5,41-47

41 Io non ricevo gloria dagli uomini. 42 Ma vi conosco: non avete in voi l’amore di Dio. 43 Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; se un altro venisse nel proprio nome, lo accogliereste. 44 E come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall’unico Dio? 45 Non crediate che sarò io ad accusarvi davanti al Padre; vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza. 46 Se infatti credeste a Mosè, credereste anche a me; perché egli ha scritto di me. 47 Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole?».

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  1. Oggi compare per la prima volta nel Vangelo secondo Giovanni un termine di importanza fondamentale nel Nuovo Testamento, e in particolare nei testi di Giovanni Evangelista, anche se è soprattutto la sua Prima Lettera il testo nel quale l’ “Amore” viene più diffusamente trattato.
    Penso che in ogni modo oggi tutti noi, ascoltando la Parola di questa conclusione di Gv.5, avvertiamo l’irrompere come improvviso di questo termine: “Non avete in voi l’amore di Dio” (ver.42).
    L’Amore è l’esperienza necessaria e assoluta del mistero stesso di Dio e della nostra comunione con Lui e della vita nuova che Dio dona all’umanità! Infatti “Dio è amore” (1Giovanni 4,8).
    Con questa Parola entriamo nel cuore della vita cristiana! L’Amore è il comandamento fondamentale di questa vita nuova. Ogni comandamento divino si raccoglie nell’unico comandamento dell’Amore!
    Non possiamo qui pretendere di fare un discorso esauriente sul mistero e sul dono dell’Amore. Balbetto queste parole solo per ricordare con voi che qui oggi il Signore ci fa entrare nel segreto divino della nostra salvezza!
    Al ver.43 ci viene dato il criterio fondamentale per discernere la sostanza dell’Amore. E ce lo dona Gesù stesso dicendo: “Io sono venuto nel nome del Padre mio”.
    Ognuno vive in se stesso e per se stesso, ma se ama non vive in se stesso e per se stesso, ma per colui che ama. In linguaggio banale provo a dirvi che anche nell’esperienza umana, se uno è “innamorato” non vive più in se stesso e per se stesso, ma vive nella persona e per la persona che ama! Perdonate se vi sembra una banalizzazione del mistero dell’Amore, però forse può suscitare nella mente e nel cuore qualche percezione non inutile.
    Ancora ascoltiamo dal ver.43 Gesù che dice che Egli non viene accolto perché viene “nel nome del Padre”. E Gesù viene così tra noi perché non viene per se stesso, ma viene nel Padre e per il Padre che Egli ama.
    La “normalità” è che ognuno vive in se stesso e per se stesso: “se un altro venisse nel proprio nome, lo accogliereste”, ancora ci dice il ver.43. Ma l’Amore che ci viene rivelato e donato da Dio fa dell’amore il senso della vita nuova! Allora si vive non più per se stessi, ma per l’Altro! Questa è l’esperienza fondamentale della vita cristiana ed è quindi il precetto fondamentale di questa vita divina che ci viene regalata!
    E’ “normale” che ognuno viva per se stesso e che ognuno quindi “venga nel proprio nome”. Questa è anche la norma principale dell’esistenza umana, che chiede il riconoscimento del diritto di ognuno di vivere la sua vita e di poter ricevere quello che merita. Chi potrebbe contestare questo diritto fondamentale.
    Ma la fede cristiana porta e dona la novità assoluta di una vita “vissuta nell’Altro e per l’Altro”. Potrei dirvi come ho scoperto questo a cinque anni, quando mio papà è tornato dalla guerra – e io non lo conoscevo – e lui e la mamma si sono abbracciati sorridendo e piangendo. Da quel momento loro me lo hanno mostrato lungo tutta la loro vita terrena!
    Chi ama non cerca la sua gloria, ma cerca quella “gloria che viene dall’unico Dio”, e che cerca incessantemente e primariamente il bene dell’altro! In tutto questo cap.5 Gesù ci ha mostrato come Egli vive per il Padre!
    Ai vers.45-47 Gesù rivendica che le stesse Scritture della Prima Alleanza di Dio con i nostri fratelli ebrei è rivelazione e profezia di quella pienezza dell’Amore che Gesù rivela e dona all’umanità nella pienezza dei tempi. Profezia assolutamente essenziale e necessaria anche per noi oggi, invitati a credere agli “scritti” di Mosè.
    Dio ti benedica. E tu benedicimi. Tuo. Giovanni.

  2. “Non avete in voi l’amore di Dio”: i credenti sanno che l’amore di Dio è stato effuso nel loro cuore per opera dello Spirito che abita in loro. Non abbiamo mai finito, però, di appropriarci di questo amore, farne il fulcro della nostra vita. Sappiamo che la realtà di Dio si può racchiudere in questa parola, l’amore, e che a noi Gesù non ha chiesto altro se non di vivere nell’amore e nel servizio reciproco. Anche “la gloria”, di cui leggiamo in questi versetti, non è – si può dire – che la manifestazione dell’amore di Dio. E al v.44 leggiamo che c’è una “gloria che viene dall’unico Dio”: che bellezza aspirare e potersi gloriare di questa “gloria” che viene dal nostro Padre!

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