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Galati 6,1-10

1 Fratelli, se uno viene sorpreso in qualche colpa, voi, che avete lo Spirito, correggetelo con spirito di dolcezza. E tu vigila su te stesso, per non essere tentato anche tu. 2 Portate i pesi gli uni degli altri: così adempirete la legge di Cristo. 3 Se infatti uno pensa di essere qualcosa, mentre non è nulla, inganna se stesso. 4 Ciascuno esamini invece la propria condotta e allora troverà motivo di vanto solo in se stesso e non in rapporto agli altri. 5 Ciascuno infatti porterà il proprio fardello. 6 Chi viene istruito nella Parola, condivida tutti i suoi beni con chi lo istruisce. 7 Non fatevi illusioni: Dio non si lascia ingannare. Ciascuno raccoglierà quello che avrà seminato. 8 Chi semina nella sua carne, dalla carne raccoglierà corruzione; chi semina nello Spirito, dallo Spirito raccoglierà vita eterna. 9 E non stanchiamoci di fare il bene; se infatti non desistiamo, a suo tempo mieteremo. 10 Poiché dunque ne abbiamo l’occasione, operiamo il bene verso tutti, soprattutto verso i fratelli nella fede.

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2 Comments

  1. E’ di grande consolazione che concludendo la sua lettera Paolo prospetti ai Galati una vita interna della comunità segnata da umiltà, misericordia e affetto fraterno!
    La correzione fatta con “spirito di dolcezza” conferma che la concreta vita di ciascuno e di tutti si custodisce fedele alla guida dello Spirito e dei suoi preziosi frutti, non cedendo ad un’attenzione alle opere della Legge che negherebbe quanto in tutta la lettera l’Apostolo ha voluto insegnare ai Galati e anche a noi!
    A conferma di ciò, egli, dopo aver chiesto una correzione fraterna “con spirito di dolcezza” (siamo dunque sempre nell’orizzonte dei frutti dello Spirito!), richiama una vigilanza umile di ciascuno su se stesso!
    E dunque, al ver.2, l’invito forte e severo a non ricercare una inutile “gara” di virtù”, ma piuttosto l’invito a “portare gli uni i pesi degli altri: così adempirete la legge di Cristo”!!
    Il ver.3 evidenzia l’errore e il danno della vanagloria.
    Il ver.4 invita ciascuno ad esaminare attentamente e severamente la propria condotta, evitando la “gara” inutile e vana! Ognuno, infatti, è responsabile di se stesso e “porterà il proprio fardello” al giudizio di Dio (ver.5)!
    Piuttosto, ognuno di noi ha un grande debito di riconoscenza nei confronti “di chi lo istruisce” (ver.6), perché nessuno è maestro di se stesso e tutto quello che abbiamo di buono lo abbiamo ricevuto!
    Con un ritorno forte ai grandi temi già trattati, Paolo ribadisce il contrasto tra una seminagione nella carne e una seminagione nello Spirito (vers.7-8).
    In definitiva: “Non stanchiamoci di fare il bene” in vista di una buona mietitura!
    E quindi una preziosa conclusione: “Operiamo il bene verso tutti, soprattutto verso i fratelli nella fede!” (ver.10).
    Dio ti benedica. E tu benedicimi. Tuo. Giovanni.

  2. Oggi ci basta accogliere la proposta del v.2, poiché lì c’è tutto il Vangelo di Gesù: “Portate i pesi gli uni degli altri: così adempirete la legge di Cristo”. I pesi sono le fatiche, le sofferenze, sia fisiche che spirituali, ma anche i difetti, i limiti, le colpe di ognuno di noi. Condividendo questi pesi, adempiamo la legge di Cristo, che è “la legge dello Spirito della vita”, come scrive Paolo ai Romani: è la legge dell’amore. Nei versetti successivi l’Apostolo dice che possiamo giustamente avere “motivi di vanto”: è il riconoscimento di ciò che lo Spirito ha operato in noi, ciò che Dio ha voluto donarci. Sarebbe sbagliato, però, farne un motivo di confronto e di superiorità verso gli altri. Verso gli altri, verso tutti, siamo impegnati solo a “fare il bene”, conclude l’Apostolo, e questo in particolare nella comunità dei credenti.

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