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“Evangelii Gaudium” – 1° Incontro: Raniero La Valle

RanieroLaValleClub G. Dossetti
PARROCCHIE DELLA DOZZA, SANT’EGIDIO,
SAMMARTINI, CASELLE, RONCHI-BOLOGNINA

Di seguito diamo un breve resoconto e la registrazione audio del primo incontro sul tema:
LASCIAMOCI PRENDERE DALLA “GIOIA DEL VANGELO”
4 INCONTRI SULLA “EVANGELII GAUDIUM” DI PAPA FRANCESCO
(Scarica foglietto illustrativo o vai all’articolo con il programma degli incontri)

Incontro di Domenica 16 marzo con Raniero La Valle
Sono stati trattatio i paragrafi 1-59 dell’esortazione “Evangelii Gaudium”:
– tornare alla fonte e recuperare la freschezza originale del Vangelo (11);
– una Chiesa in uscita (20-24);
– una conversione del papato (32);
– nell’annuncio, come nell’etica, una “gerarchia delle verità” (36-45: cfr. UR 11);
– no a un’economia dell’esclusione e alla nuova idolatria del denaro (53-58);
– no all’inequità che genera violenza (59);
Registrazione audio dell’incontro (mp3 – 98′)

Per scaricare il file mp3: cliccare con il destro sulla barra del riproduttore audio e scegliere “Salva audio come…”

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N:B.: Il testo scritto della relazione è disponibile sul Blog di Raniero La Valle a questo link: http://ranierolavalle.blogspot.it/2014/03/questo-papa-piace-troppo.html
Oppure scarica il file di testo: File word

Breve resoconto della relazione di Raniero La Valle:

Buonasera.

Stasera dobbiamo dirci molte cose. Che cosa ci sta succedendo con questo papa Francesco? L’esaltazione incondizionata è un pericolo. Lo stesso Papa ha ricordato che secondo Freud dietro ogni esaltazione c’è una aggressione. Francesco non vuole lasciare le cose come stanno. Sia la Chiesa, sia il mondo. Questo pontificato a mio parere non si è ancora rivelato. Ci sono già molte parole, ma non ancora molti fatti. Le parole: ogni mattina spiega la parola di Dio in Santa Marta. La Curia , lo Ior, la comunione ai divorziati… fatti che si possono solo attendere. Però si possono fare presagi: ci saranno cambiamenti profondi. Attraverso Francesco il Concilio avrà successo, dopo 50 anni di paura del rinnovamento. In questi 50 anni è passata la riforma liturgica, è passata una lettura viva della Bibbia, ma non una riforma del papato, soprattutto un vero cambiamento, come quello indicato da papa Giovanni nel discorso inaugurale del Concilio: il rinnovamento della fede, del linguaggio e della forma della Chiesa nel modo che i nostri tempi richiedono; anzi, la dottrina stessa, secondo il testo originale latino del discorso, doveva rinnovarsi per rendersi comunicabile al mondo.

Intanto abbiamo un programma di quello che Francesco vuol fare: è la Evangelii gaudium. È la nuova regola francescana, tratta dal vangelo. È l’annuncio della misericordia, del Dio rivelato da Gesù. Un principio della Evangelii gaudium: la gerarchia delle verità, tratto dal Concilio (Unitatis redintegratio 7), applicata non solo all’ecumenismo, ma anche alla morale. Il papa dice di essere stato eletto per un atto di misericordia, coniando un nuovo termine: “misercordiando”. Afferma non solo che Dio usa misericordia, ma che è misericordia. Quindi la gioia, di cui parlano i primi capitoli della Evangelii gaudium, che nasce dalla misericordia.

C’è un “cambio” da fare, come dicono i latinoamericani. La Chiesa e il mondo sono distinti, ma hanno in comune il nome: sono popolo di Dio. La Chiesa è parte di un popolo che è tutta l’umanità. Questo nuovo popolo è nato sulla croce di Gesù. Chiesa e mondo sono coestensivi. Per questo il papa dice tante volte “tutti” (135 volte nella Evangelii gaudium), perché nessuno deve essere escluso dall’annuncio del vangelo, dalla salvezza. Mentre per il marxismo i poveri erano sfruttati, per Francesco essi sono esclusi. Il problema del mondo d’oggi è l’esclusione. Il mondo sta male perché è sotto la dittatura del denaro. C’è una economia della “in-equità” (nuovo termine, coniato da Francesco), iniquità determinata dalla disegueglianza. Bisogna lottare contro l’economia della “ricaduta favorevole”, della “mano invisibile”, che guiderebbe il mercato in modo che alla fine stanno tutti meglio, ma che in realtà accresce le diseguaglianze e crea l’esclusione di tanti.

In conclusione, quali sono allora i soggetti della liberazione da questa situazione? Non le vittime, perché, in quanto escluse, sono tagliate fuori dalla possibilità di lottare. I soggetti siamo noi, il popolo di Dio consapevole di questo stato di cose e portatore del messaggio evangelico. Ma per lottare bisogna ritornare alla politica, che è il luogo del conflitto e del cambiamento della società e della Chiesa. Manca oggi una ispirazione evangelica della politica. Il papa con la Evangelii gaudium ci offre una regola dell’annuncio evangelico, un programma di cambiamento della Chiesa e del mondo, che ha valore politico. Dobbiamo cominciare dalla Chiesa a cambiare le regole, perché non ci siano più degli esclusi, per esempio nel caso della comunione negata ai divorziati o agli appartenenti alle altre confessioni cristiane.

Giovanni Nicolini: se stiamo all’insegnamento del papa che Dio è misericordia, tutto cambia; anche l’insegnamento della teologia non può non cambiare. I nemici verranno allo scoperto; non c’è bisogno di chiedersi chi sono. Grazie per la bellissima serata.

Prossimo appuntamento:  domenica 23 marzo 2014 alle 17 con Massimo Toschi.

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2 Comments

  1. Ho fatto qualche piccola considerazione:
    – Tutti noi diciamo prima della comunione “Non sono degno…” e ognuno se ne assume la responsabilità personale nel momento in cui lo dice.
    – Chi è che si può permettere di dire la non dignità (oppure degnità…?) di un altro chiunque egli sia, divorziato, gay o altro ancora….?
    – Perchè affermare che in questo caso si manda a monte una dottrina? – L’annuncio dell’amore, sacramentale, per sempre non è una Buona notizia che rimane a dispetto della nostra pochezza?
    – Il volersi bene di persone dello stesso sesso non può essere segno del amore che Gesu’ ci annuncia nel Vangelo?
    – Non c’è una sessuofobia incredibile che pervade ancora tanti uomini di Chiesa? Forse anche tanti cristiani comuni?

    Uno sposo felice, per grazia di Dio!

  2. c’è sul foglio questa intervista di caffarra http://www.ilfoglio.it/soloqui/22326
    direi che c’è una bella distanza di punti di partenza…

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