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Cronaca da Tallinn 2 parte

29 settembre 2010 – La giornata comincia con l’attesa di iniziare veramente gli incontri e di conoscere le delegazioni. I norvegesi sono arrivati tardissimo nella serata. Io e Giov.Paolo dopo una robusta preghiera mattutina abbiamo un po’ di tempo, attorno alle 8, per esplorare il vicinato e vedere dove si trova la chiesa cattolica. La troviamo facilmente a poche centinaia di metri di distanza ed è la cattedrale dei santi Pietro e Paolo. In verità abbastanza semplificata come cattedrale cattolica. Le porte sono aperte. Entriamo e troviamo una messa cominciata da pochi minuti con una ventina di fedeli.

Presiede una faccia coreana ma che forse viene dall’america latina, celebra in lingua estone con parti cantate in latino (Kirie, Sanctus,Agnus Dei, Salve regina finale) lingua che dimostra in questo caso una sua oggettiva utilità. Ci associamo all’assemblea contenti di trovare anche in Estonia in questo sparuto gregge, la messa del Concilio…

Dopo una specie di preghiera ecumenica molto essenziale- un salmo in inglese- e un fervorino del giovane pastore del primo giorno (Matthias) che ci parla degli angeli e della loro festa, ci mostrano la chiesa in cui abbiamo pregato. Anch’essa del XIV sec quindi ex cattolica sede dei Cavalieri teutonici che dopo le crociate in Palestina (XIII sec) non trovarono di meglio che diffondere la notizia che l’Estonia era la terra d’origine di Maria madre di Gesù e che si acquistava indulgenza plenaria a pellegrinare da queste parti… Da qui la fama cattolica di Estonia” terra mariana”.

Alle 9,30 ci vediamo nella sala stabilita della facoltà luterana seduti per delegazioni a tavoli rotondi e facciamo un po’ di presentazioni. 5 preti ortodossi rumeni, 4 preti ortodossi bulgari e un monaco, un giovane pastore luterano norvegese con 4 giovani bionde aspiranti diaconesse (come se fossero delle seminariste…), i nostri ospiti luterani estoni misti ma sempre pastori, e noi cattolici italiani che siamo un po’ anomali perché oltre ai due diaconi e i due monaci siamo gli unici a non avere pastore ma a presentare anche una presenza laicale nella figura delle mogli dei diaconi e della semplice fedele Paola. Fa una certa impressione vedere i 4 scuri preti bulgari vicino alle 4 giovani bionde aspiranti diaconesse norvegesi…

Comincia subito la presentazione della chiesa luterana estone. Parla il preside della facoltà e ci dice subito che è un mezzo miracolo che esista ancora la facoltà dopo essere passato sotto il regime sovietico che ha vessato in ogni modo le attività religiose. Ci tengono, come avevamo già visto, a mostrare l’aura martiriale che li circonda.

La facoltà serve a chiunque voglia studiare teologia e serve a chi vuole fare il pastore al quale è richiesto sempre di arrivare al dottorato. Se ne servono anche altre confessioni ma soprattutto qualche ortodosso che appartiene alla denominazione più consistente, dopo quella luterana, retaggio delle presenze russe nei secoli. La facoltà è stimata nella zona, ha la forma di libera università privata, è indipendente dallo stato e si mantiene da sola.

Di fatto oggi è il giorno in cui la chiesa luterana estone si presenta ai convenuti. Lo fa per bocca del segretario del consiglio episcopale in modo molto dettagliato: la loro struttura, i loro progetti i loro problemi.

Io rilevo questo: i luterani estoni non mi sembrano poi così diversi dai cattolici, non per nulla li hanno sostituiti dopo la Riforma occupando spesso le loro stesse chiese e le zone che prima erano cattoliche. Hanno una sensibilità liturgica ( ci hanno mostrato il messale e il lezionario appena aggiornati) e i pastori (almeno gli uomini) si presentano come dei perfetti preti cattolici in clergymen. Nello sfondo del loro raccontarsi si intravede il problema del rapporto con lo stato che quando era sovietico li limitava fortemente e con la svolta liberista degli ultimi vent’anni li considera come una ONG erogatrice di servizi per il benessere della popolazione. Da un lato c’è perfetta separazione dallo stato ma dall’altro c’è un continuo rapporto con esso che risulta una fonte di finanziamento perché i servizi di assistenza offerti vengono retribuiti. Non c’è forma di sovvenzione pubblica della chiesa. La chiesa si sostiene con l’offerta di quelli tra i fedeli (chiamati” fedeli a pieno titolo”) che si impegnano a versare costantemente l’ 1% del loro reddito.Ci ripetono continuamente che considerano il problema del finanziamento una priorità in cui non sanno tanto come muoversi per trovare una soluzione permanente.

Al segretario generale dell’episcopato riusciamo a fare una domanda che un po’ ci assilla. Come si spiega l’irreligiosità di gran parte della popolazione (75%) mentre la presenza e i segni religiosi sono testimoniati anche dalle pietre della città (è piena di chiese e campanili…)? Ci spiega che intanto non si tratta di ateismo (lo dichiara solo il 3%) ma piuttosto di agnosticismo e di indifferentismo. E occorre capire le ragioni storiche: intanto nei secoli le confessioni religiose sono sempre state imposte dai conquistatori dell’Estonia che non ha quasi mai potuto vivere indipendente e libera. Prima i cattolici poi i protestanti poi gli ortodossi poi l’ateismo sovietico. Proprio l ‘ultimo periodo sovietico (fino al 1991) ha lasciato un segno nelle generazioni di adulti che continuano a influenzare i giovani non orientandoli verso l’educazione religiosa. Dopo la caduta del muro c’è stato un boom di adesione alla chiesa, ma nel giro di tre quattro anni tutto è rientrato e si è ripiegato facendo riemergere l’abitudine all’indifferenza tipica del periodo precedente. Dopo queste spiegazioni forse, in effetti, si capisce un po’ di più: gli estoni, poveretti, spappolati da quasi cinquanta anni di soviet si sono trovati difronte a una situazione di chiese spappolate a loro volta e hanno detto: no, grazie…almeno per ora!

Nel resto della giornata cominciano a farci vedere quelle che loro chiamano “diaconia”, ovvero soccorso ai bisogni della società in nome della chiesa. In qualche caso si tratta di iniziativa privata (asilo per bambini fino a sei anni con annessa educazione religiosa) oppure di collaborazione con i servizi pubblici (casa-famiglia per bambini e ragazzi disagiati, carceri, ospedali). Questo della diaconia come servizio sociale sarà un tema ricorrente anche nei prossimi giorni perché si presenta come la chiave di volta per comprendere la direzione attuale della chiesa luterana in Estonia.

I discorsi che si vanno facendo ci coinvolgono fortemente e si fa strada la convinzione che per questo scambio ecumenico dobbiamo ringraziare… la Comunità Europea ( Istituzione laica, forse laicista, forse illuminista..)

Nicola Apano

Cronaca precendente: Racconti sammartinesi dall’Estonia

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One Comment

  1. Grazie per l’aiuto. Luca Trentino

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