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la storia

Gli inizi delle Famiglie della Visitazione si riferiscono al periodo diaconale del fondatore, il presbitero bolognese don Giovanni Nicolini.

Dopo la laurea in filosofia alla Cattolica di Milano, Nicolini (Mantova 1940) scopre la vocazione sacerdotale. Recatosi a Roma per frequentare gli studi teologici alla Gregoriana, ha modo di conoscere – sono gli anni del Vaticano II – mons. Ancel (primo vescovo operaio) e, soprattutto, il cardinal Lercaro, mons. Bettazzi e don Dossetti. Terminati gli studi, si incardina nella diocesi di Bologna, dove svolge, per scelta e sotto l’indirizzo pastorale di don G.Dossetti, provicario generale della diocesi in quegli anni, cinque anni di ministero diaconale (dal 1967 al 1972), nella parrocchia di Corticella, alla periferia del capoluogo emiliano e quindi a S.Giovanni in Persiceto. Ordinato presbitero (settembre 1972), resta come vicario parrocchiale a San Giovanni in Persiceto fino al 1977 e, quindi, è inviato parroco in tre piccole (in tutto un migliaio di abitanti) comunità rurali vicino a Crevalcore, all’estrema periferia della diocesi bolognese: Sammartini, Ronchi e Caselle. Coll’avvento alla guida della diocesi del card.G.Biffi cresce la richiesta di impegno diocesano e ricopre in successione l’incarico di coordinatore diocesano dei movimenti e associazioni e di assistente diocesano dell’Azione Cattolica. Dal novembre del 1998 è vicario episcopale per la Carità e direttore della Caritas diocesana. Nel novembre 1999 è stato inviato parroco di una grande parrocchia della periferia bolognese nel cui territorio sta il carcere cittadino della Dozza.

Don Giovanni, ancora durante il suo diaconato raduna nella parrocchia di Corticella, cui è assegnato per lo svolgimento del suo ministero, un gruppo di giovani, alcuni dei quali decidono di vivere con lui. Inviato successivamente vicario parrocchiale a San Giovanni in Persiceto, don Giovanni continuerà in altra forma la paternità spirituale con il gruppo che lo attorniava da alcuni anni.

Nel frattempo Nicolini, conosciuta e apprezzata la comunità fondata da don Dossetti, fa professione formale di adesione alla Piccola Famiglia dell’Annunciata, ma lo stesso don Giuseppe – suo riferimento spirituale – lo aiuta nel discernimento avviandolo verso la fondazione di una comunità.

Nominato parroco a Sammartini (1977), località nel comune di Crevalcore, Bologna, cominciano a radunarsi giovani – celibi e sposati, provenienti ora dall’antico gruppo bolognese, da San Giovanni e da Mantova – i quali cominciano a fare vita comune con don Giovanni.

Nasce la comunità: arrivarono le prime vocazioni celibatarie, si sceglie un abito per costoro, i quali, in seguito, fanno professione; alcuni degli altri, ora uomini sposati, negli anni a venire, vengono ordinati diaconi permanenti.

Proprio a costoro sono affidate le tre parrocchie – considerati i numerosi impegni di don Giovanni – nelle cui case canoniche abitano con le loro famiglie. Gli uomini e le donne che fanno vita monastica abiteranno invece preferibilmente in case coloniche discostate dalle chiese.