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Cesenatico 2019 – Incontro delle parrocchie Sammartini e Dozza – Esperienze di Accoglienza

Anche quest’anno a Cesenatico, negli scorsi 21-22 settembre, è avvenuto l’incontro delle parrocchie di SAMMARTINI, RONCHI-BOLOGNINA, CASELLE, DOZZA E CALAMOSCO e di tutti gli amici.

Quest’anno la lettura dei segni dei tempi ha suggerito l’ascolto di un’esperienza di accoglienza per recuperare l’essere accoglienti, uno degli elementi essenziali della vita cristiana,.

Così la sera di sabato è stato ascoltato, Giacomo Rondelli, uno dei referenti della cooperativa DoMani che all’Eremo di Ronzano si occupa dell’accoglienza di immigrati. Giacomo ha vissuto in Etiopia per ben otto anni insieme alla moglie Alessandra e ai figli.

Don Francesco Scimè, parroco di Sammartini, ha così introdotto l’incontro:

«Abbiamo pensato di dedicare al tema dell’accoglienza questa nostra tradizionale due giorni di Cesenatico. È un tema importantissimo per tutti noi e da tanto tempo. Per noi risale a 41 anni fa quando quel famoso mercoledì delle Ceneri del 1978 scrivemmo una piccola preghiera al Signore per dirgli che se aveva qualche persona, qualche piccolo, qualche povero che non aveva il regalo da noi ricevuto delle nostre case, delle nostre famiglie, del nostro volerci bene e del nostro star bene insieme, allora anche lui potesse prendervi parte. Noi eravamo contenti e fummo esauditi abbastanza in fretta.
Da allora è iniziata una storia che ripercorriamo con tanta riconoscenza al Signore e anche con tanta consapevolezza dei nostri limiti.
Il tema dell’ accoglienza in questi ultimi tempi si è complicato con l’arrivo di tanta gente dal terzo mondo che è arrivata sulle nostre spiagge (quelli che sono riusciti ad arrivarci) e che ha bussato alle nostre porte. Questo ha posto grandi problemi a tutta la società e quindi anche al nostro piccolo luogo e al nostro piccolo gruppo di famiglie.
Quest’anno la chiesa di Sammartini, divenuta non agibile a causa del terremoto del 2012, ci è stata restituita con gli edifici annessi e questo ci ha permesso di riaprire una piccola ospitalità nella Casa della Costanza. Subito si è posto il problema di “come ripartire”. Quando si è data concretamente la possibilità di accogliere persone ci siamo accorti dei problemi da affrontare e che la buona volontà non era sufficiente. I primi che sono arrivati in questa Casa della Costanza sono stati cinque ragazzi pakistani, pochi giorni dopo la chiusura del centro di via Mattei. Siamo andati a prenderli proprio all’eremo di Ronzano, dove lavora Giacomo con la sua cooperativa. È stato lui che ci ha offerto questa possibilità di avere anche per solo pochi giorni questi ragazzi. Ci siamo conosciuti così.
In realtà per me la conoscenza di lui è di più lunga data perché di lui ho sentito parlare da suo papà che è stato un mio amico fin dai tempi degli Alemanni, a inizio anni Settanta, quando frequentavo insieme con Nicola e Giuseppe la parrocchia degli Alemanni, molto vicina a casa mia. Lì abbiamo conosciuto i suoi (futuri) genitori Stefano e Cristina e anche Giovanni quando veniva a parlare come diacono. Poi con Stefano abbiamo fatto delle passeggiate, soprattutto in Spagna per andare a Santiago, e tante volte lui mi parlava dei suoi figli e quindi anche di Giacomo. Adesso io ho avuto la fortuna di conoscerlo personalmente.
Mi è stato suggerito di invitarlo per conoscere la sua esperienza concreta di questo tipo di accoglienza, soprattutto di persone che vengono da lontano. Gli abbiamo chiesto di raccontarci un po’ questa esperienza e di dirci le sue idee su questo tema, su come secondo lui dovrebbe essere impostato. Certamente non sono cose che si possono risolvere semplicemente dicendo: ” riapriamo i porti che erano stati chiusi“, anche se già in questi giorni ci stiamo rendendo conto dell’improvviso e bel cambio di stagione, dell’atteggiamento nuovo che il nostro paese ha nei confronti di questi poveretti ».

Mettiamo in rete le registrazioni della serata e anche quelle dell’incontro avvenuto il giorno successivo (domenica pomeriggio) relative alla vita delle parrocchie nell’anno che sta per iniziare.

Serata di sabato 21 Settembre:

1 – Accoglienza – Francesco Scime – introduzione (File mp3, 9,7 MB)

2 – Accoglienza – Giacomo Rondelli – testimonianza (File mp3, 55,7 MB)

3 – Accoglienza – Giacomo Rondelli – ripresa (File mp3, 22,5 MB)

4 – Accoglienza – domande – risposte (File mp3, 29,4 MB)

5 – Accoglienza – Giovan Ninicolini – intervento (File mp3, 9,7 MB)

6 – Accoglienza – Francesco Scimè – conclusione (File mp3, 9,7 MB)

Pomeriggio di domenica 22 Settembre:

1 – Domenica pomeriggio – Francesco Scimè (File mp3, 9,7 MB)

2 – Domenica pomeriggio – Giuseppe Scimè (File mp3, 9,7 MB)

3 – Domenica pomeriggio – Francesco Scimè – conclusioni (File mp3, 9,7 MB)

 

L’amica Sougul

Un momento del pomeriggio della domenica. Al tavolo don Francesco (parroco di Sammartini) e don Giuseppe (parroco della Dozza) che hanno presieduto l’incontro.

Con loro Sougul, proveniente dal Kurdistan irakeno, che da anni abita a Bologna ed è amica delle donne della Dozza mentre  e che è intervenuta per dare la sua testimonianza.

 

 

 

 

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