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Bologna merita un risveglio

lercaro-papa Giovanni-dossettiCaro don Giovanni, non le sembra sia un’attesa troppo lunga quella che la nostra Chiesa di Bologna sta facendo? Io, come cristiano e come frate, avverto un grande bisogno che il nuovo Pastore ci prenda per mano, o magari, come dice il Papa, stia in mezzo a noi o dietro a noi, in questo tempo difficile e bello della Chiesa, dove tutto sembra chiamato alla speranza nuova annunciata da Papa Francesco, e nello stesso tempo esposto a cadute e a rinunce. Non si stupisca che le abbia scritto attraverso il Carlino: ho desiderato unirmi per una volta al suo pubblico di lettori domenicali. E Buona Domenica a Lei.

Che dirle, caro Padre, se non che sono rimasto piacevolmente sorpreso del suo messaggio? Io e il piccolo popolo dei lettori della rubrica, l’accogliamo volentieri oggi tra noi. Il desiderio che presto arrivi il nuovo Pastore penso sia condiviso da molti. D’altra parte mi piace sperare che l’attuale Arcivescovo ci senta a lui vicini. Le scrivo il giorno che ricorda la dedicazione della nostra Cattedrale ed è occasione preziosa per dire al Signore tutte le speranze della comunità cristiana e della città di Bologna. Sono giorni nei quali la gente rifugiata in ospitalità fragili viene messa in strada, e deve rinunciare ad un calore di accoglienza che ha senz’altro ricevuto da chi l’ha accolta. Anche questo dice l’urgenza che il nuovo Arcivescovo possa visitare e tenere vicini con affetto questi poveri nostri fratelli. Il lungo tempo di questa situazione di passaggio dice anche come il Vescovo di Roma senta delicata tale nomina. Bologna merita un risveglio che, come per Roma, rimetta la comunità cristiana, e con lei la comunità civile, nelle grandi speranze inaugurate dal Concilio voluto dal Santo Papa Giovanni, e in questi più di cinquant’anni rimaste un po’ in attesa. Quelle grandi speranze erano nate anche per il grande contributo che la nostra Chiesa aveva dato alla riflessione conciliare. Ora abbiamo bisogno che diventino volto rinnovato e cuore lieto della nostra terra. Un caro abbraccio.

Giovanni della Dozza.

Domenica 25 ottobre 2015.

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