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Bambini in gabbia

Come mai i Vescovi Statunitensi non hanno ancora chiesto l’allontanamento del Presidente degli Stati Uniti che chiude in gabbia i bambini dopo averli rubati alle loro mamme? Ha fatto gran bene “Avvenire” che ha pubblicato anche la fotografia del dramma! A suo tempo, come hanno fatto i non-americani a diventare americani? Ci sono andati! Hanno fatto fuori un po’ di “pellirossa” e si sono sistemati. Vi ricordate il Far-West? Bastava andare verso il tramonto del sole, e di posto ce n’era! Con gli africani la faccenda è stata un po’ più delicata. Portati in America come schiavi, qualcosa ancora non è completato, e malgrado già un Presidente di colore, qualche malessere sussiste.
Ma anche noi italiani siamo un po’ esperti di queste faccende. Insieme alle potenze europee siamo sbarcati in Africa, accompagnati non dai nostri bambini, ma dalle nostre armate coloniali. Abbiamo addirittura fatto l’Impero! Adesso, su questa “restituzione della visita” facciamo fatica a ricordare! Gli “invasori” di oggi hanno un po’ di bambini e non hanno le mitragliatrici. Sono spesso fuggitivi  e affamati. Per noi e per il nostro interesse-benessere ci pensa il Ministro degli Interni! La sua parte è culturalmente utile, perché in politica ci vuole la figura del “nemico”. Il nostro Ministro lo sentiamo, in alcuni, come “nemico”. Gli vogliamo bene perché il Vangelo dice che bisogna amare il nemico, perché è nostro fratello. E’ fratello, ma non amico. Noi vecchi ricordiamo ancora con affetto e riconoscenza i “nemici–amici” dei nostri tempi: Peppone e don Camillo addolcivano una lotta che spesso arrivava anche alle botte! Come cristiani ci rattrista ancora quella vicenda del 1949 quando “chi votava comunista” era “scomunicato”. Persone amiche mi hanno raccontato che il loro papà contadino, nel giorno della scomunica, ha detto loro che per l’ultima volta era entrato in Chiesa. Ma dicessero al Parroco che, una volta morti, speravano di essere portati in Chiesa. Robe passate. Robe d’altri tempi. La scomunica non fu tolta. Ma a questo hanno provveduto i comunisti: non ce n’è più uno! Sarebbe bello che anche per queste sventure la politica rinascesse. Il 4 marzo di quest’anno la politica è morta. Ho fondato un “Movimento” di cui sono l’unico iscritto. Il Movimento si chiama “5 marzo”,  perchè il 4 la politica è morta, ma siccome credo che ci sia la risurrezione, mi piace fare il tifo per questa impresa. Che non è roba da uomini e da donne. Dicono che c’è un “Figlio dell’Uomo” che ci sa fare. Se qualcuno ci crede, lo preghi di darci una mano. Le gabbie con dentro i bambini sono preoccupanti. Mentre scrivo questi pensierini, è la festa di S.Luigi Gonzaga, un bambino molto per bene. Sono vissuto nel suo paese per i primi cinque anni della mia vita: 40-45, gli anni della guerra. Adesso bisogna fare quella guerra senza le armi che è la politica. Una Persona che fa politica c’è, e la fa bene. Si chiama Francesco, viene dall’Argentina e abita a Roma. In tanti gli vogliamo bene. Spesso Lui mi sembra un po’ solo.

Don Giovanni.

N.B.: Invitiamo i nostri lettori a “provocare” don Giovanni con domande o pensieri che gli potranno essere recapitati usando il seguente link:

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