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Apocalisse 22,16-21

16 Io, Gesù, ho mandato il mio angelo per testimoniare a voi queste cose riguardo alle Chiese. Io sono la radice e la stirpe di Davide, la stella radiosa del mattino».

17 Lo Spirito e la sposa dicono: «Vieni!». E chi ascolta, ripeta: «Vieni!». Chi ha sete, venga; chi vuole, prenda gratuitamente l’acqua della vita.

18 A chiunque ascolta le parole della profezia di questo libro io dichiaro: se qualcuno vi aggiunge qualcosa, Dio gli farà cadere addosso i flagelli descritti in questo libro; 19 e se qualcuno toglierà qualcosa dalle parole di questo libro profetico, Dio lo priverà dell’albero della vita e della città santa, descritti in questo libro.

20 Colui che attesta queste cose dice: «Sì, vengo presto!». Amen. Vieni, Signore Gesù. 21 La grazia del Signore Gesù sia con tutti.

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  1. “Io, Gesù” (ver.16). Questa Parola giunge a noi come l’esplicitazione solenne e definitiva di chi sia il protagonista, la fonte, il mandante di tutto quello che abbiamo ricevuto in Apocalisse dalla bontà del Signore. La salvezza universale che in Gesù Dio dona all’umanità e la sconfitta definitiva del male e della morte sono il cuore di questo annuncio. Più volte abbiamo ricordato che “apocalisse” vuol dire “rivelazione”, e che anche i passaggi più drammatici e difficili da accogliere che abbiamo attraversato sono l’annuncio della signoria universale di Gesù e la sconfitta e la fine del male e della morte. Quindi, in certo senso, Apocalisse è la piena rivelazione del Vangelo di Gesù! Proviamo dunque a cogliere alcune affermazioni forti di questi ultimi versetti.
    Al ver.16 Gesù si dichiara come “la radice e la stirpe di Davide, la stella radiosa del mattino”. Con queste parole Egli dice di essere il principio e il compimento di tutta l’attesa messianica. E quindi di essere Colui del quale profeticamente parla tutta la Scrittura che i padri ebrei hanno ricevuto da Dio e hanno custodito con straordinario amore fino al martirio nelle straordinarie vicende della loro storia. E anche, in certo senso, anche nei drammi che spesso hanno segnato la loro storia anche dopo la venuta di Gesù. Gesù dunque è, di tutto questo, la radice e la stella messianica che ne annuncia la venuta e la presenza.
    Il frutto ultimo e prezioso di tutto questo è l’amore nuziale che unisce, in Gesù, Dio e l’intera umanità. La Sposa, che nel suo immediato significato è figura della Chiesa, proprio per questo è simbolo, dramma e speranza della vicenda di tutta l’umanità, chiamata alla salvezza dal sacrificio d’amore del Figlio di Dio che è Figlio dell’uomo. Per questo, lo Spirito che riempie e guida la Sposa, dice in Lei e con Lei a Gesù: “Vieni!”. In questa invocazione si raccolgono la fede, la speranza e l’amore della comunità credente che in nome di tutta l’umanità invoca la venuta e la presenza di Gesù. Noi abbiamo ascoltato questa parola e siamo invitati a fare nostra questa invocazione: “Chi ascolta, ripeta: ”. E pone, come simbolo del nostro bisogno e del nostro desiderio, la sete. Così, mentre invochiamo che Egli venga, noi stessi veniamo a Lui per dissetarci gratuitamente (!) all’acqua di vita che è Lui!
    I vers.18-19 severamente ammoniscono in ordine ad un peccato che purtroppo anche la comunità credente così facilmente commette, e cioè la “censura” di tante parole della Scrittura che non sono presenti nella preghiera dei cristiani.
    Sul venire “presto” di Gesù più volte abbiamo detto: è un “presto” che ne dice già la presenza e che convoca tutte le nostre persone e tutta la nostra vita. Bellissima l’ultima Parola: “La grazia del Signore Gesù sia con tutti”!! Con tutti!

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