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Apocalisse 20,7-10

7 Quando i mille anni saranno compiuti, Satana verrà liberato dal suo carcere 8 e uscirà per sedurre le nazioni che stanno ai quattro angoli della terra, Gog e Magòg, e radunarle per la guerra: il loro numero è come la sabbia del mare. 9 Salirono fino alla superficie della terra e assediarono l’accampamento dei santi e la città amata. Ma un fuoco scese dal cielo e li divorò. 10 E il diavolo, che li aveva sedotti, fu gettato nello stagno di fuoco e zolfo, dove sono anche la bestia e il falso profeta: saranno tormentati giorno e notte per i secoli dei secoli.

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One Comment

  1. Mi sembra che la Parola che oggi il Signore ci regala confermi l’ipotesi che ci siamo fatti circa il significato dei “mille anni”: il male e la morte sono stati vinti dalla soave potenza di Gesù e della sua Croce. Questo però non significa una condizione di mondana sicurezza e di trionfalismi: il cristiano e la comunità credente, il Popolo di Dio vivono nella lode, nella supplica e nella vigilanza, perché quel male vinto può sempre riaffacciarsi e provocare. Ezechiele 38-39 sono il riferimento biblico del nostro testo. Questo reinsorgere del male e della morte rinnova e custodisce ogni giorno la nostra comunione con il Signore. Mai smettiamo di invocare “Dio, vieni a salvarmi”. Se entrassimo in questa cattiva ipotesi di sicurezza, il regno di Dio si mondanizzerebbe, e la comunità si ergerebbe come mostro di autoidolatria. Il che nella storia è avvenuto e avviene.
    Satana raduna le potenze mondane contro “l’accampamento dei santi e la città amata” (ver.9). Questa immagine si è affacciata nella letteratura e nella filosofia a commento delle ideologie scatenate contro il popolo ebraico nel secolo scorso. Ma tutti noi abbiamo sperimentato anche nella nostra piccola vita le conseguenze negative di una mancata vigilanza sui doni divini della fede, della speranza e dell’amore.
    Resta tuttavia confermato che il male non può più prevalere in nessuna delle sue manifestazioni: il diavolo, la bestia e il falso profeta (ver.10). La fede è dono di una vita lieta e insieme trepidante. Provata e incessantemente salvata.
    Dio ti benedica. E tu benedicimi. Tuo. Giovanni.

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