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Apocalisse 20,11-15

11 E vidi un grande trono bianco e Colui che vi sedeva. Scomparvero dalla sua presenza la terra e il cielo senza lasciare traccia di sé. 12 E vidi i morti, grandi e piccoli, in piedi davanti al trono. E i libri furono aperti. Fu aperto anche un altro libro, quello della vita. I morti vennero giudicati secondo le loro opere, in base a ciò che era scritto in quei libri. 13 Il mare restituì i morti che esso custodiva, la Morte e gli inferi resero i morti da loro custoditi e ciascuno venne giudicato secondo le sue opere. 14 Poi la Morte e gli inferi furono gettati nello stagno di fuoco. Questa è la seconda morte, lo stagno di fuoco. 15 E chi non risultò scritto nel libro della vita fu gettato nello stagno di fuoco.

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One Comment

  1. Ho visto in diversi commenti diverse interpretazioni di questo brano. Per questo, affidandomi alla vostra benevola pazienza, mi permetto di comunicarvi questa mia riflessione.
    Al ver.11 ascoltiamo della scomparsa del cielo e della terra: questo ci conduce verso Ap.21,1 dove il Veggente Giovanni vedrà “un cielo nuovo e una terra nuova: il cielo e la terra di prima infatti erano scomparsi e il mare non c’era più”. Mi sembra di cogliere la potenza dell’evento apocalittico: non il trionfo della morte, ma la novità di vita di tutto e di tutti.
    Davanti al trono di Dio stanno tutti i morti (ver.12): “Il mare restituì i morti che esso custodiva, la Morte e gli inferi resero i morti da loro custoditi”. E’ il momento del giudizio! Si dice che “i libri furono aperti”: ogni libro è il giudizio di ognuno: “I morti vennero giudicati secondo le loro opere, in base a ciò che era scritto in quei libri (ver.12) …ciascuno venne giudicato secondo le sue opere (ver.13)”.
    Ma, oltre a questi libri del giudizio, si dice che “fu aperto anche un altro libro, quello della vita”! (ver.12). Questo libro è il libro che porta i nomi di coloro che vengono salvati dalla potenza della misericordia di Dio, rivelata e donata da Gesù e dalla sua Pasqua: “E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me” (Giovanni 12,32). Questo è il Vangelo di Gesù! Allora “la morte e gli inferi furono gettati nello stagno di fuoco”. Non sento come un’obiezione l’affermazione del ver.15: “E chi non risultò scritto nel libro della vita fu gettato nello stagno di fuoco”. Al contrario! Non è un biglietto d’ingresso! E’ il grande evento della salvezza nella vicenda e nel dramma di ogni esistenza. E’ il mistero dell’Amore di Dio che in Gesù offre la sua vita. Non tenere fermo tutto questo sarebbe una drammatica mancanza di “timor di Dio”. Sarebbe il rischio di una religione demoniaca che attribuisce all’uomo i poteri divini. Ma mi sembra non si possa rinunciare al grande evento del Vangelo che stabilisce un regime assolutamente nuovo, sorprendente e meraviglioso, rispetto all’antica economia della Legge, che ha atteso e profetizzato la salvezza del mondo.
    Dio ti benedica. E tu benedicimi. Tuo. Giovanni.

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