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Anastasio è entrato nella terra promessa

Anastasio Guidicini

Un altro pioniere della nostra carovana è entrato oggi nella terra promessa“, con queste parole Tommaso, superiore del ramo maschile della Piccola Famiglia dell’Annunziata, ha dato la notizia che l’amato fratello Anastasio è tornato al Padre, lunedì 30 dicembre 2013.

La liturgia di congedo è stata celebrata venerdì 3 gennaio
alle ore 14,30, a Oliveto, frazione di Monteveglio (BO).

La messa di esequie è stata presieduta dal superiore della comunità, don Tommaso, e concelebrata da molti sacerdoti. 

Il libretto della celebrazione
Introduzione alla messa:  REGISTRAZIONE MP3

Omelia:  REGISTRAZIONE MP3

Anastasio Guidicini è nato a Bologna il 9 giugno 1943. Entra nella comunità fondata da Giuseppe Dossetti l’8 settembre 1963, festa della Natività di Maria e il giorno di Pentecoste di dieci anni dopo (10 giugno 1973) fa la professione perpetua.

Fu quindi uno dei primi se non dei primissimi fratelli. Non proveniva però da un’esperienza intellettuale come altri ma dal mondo del lavoro artigianale. Si inserì nel gruppo di monaci nell’Abbazia di Monteveglio nei primi anni 60. Oltre alla vita regolare di monaco ha quasi sempre svolto attività manuali, con grande efficacia, in ogni parte del mondo la comunità si spostasse.

Tra la fine degli anni 60 e i primi anni 70 fece un’esperienza in fabbrica a Reggio Emilia insieme a don Giuseppe Dossetti junior. Fu nel primo gruppo che si spostò in Terra Santa nel 1972. A Gerico per diversi anni fece l’addetto alla manutenzione “tuttofare” presso il locale ospedale arabo, ricevendo anche pubblici riconoscimenti.

il patriarca michel sabbah saluta anastasio 2008

Si spostava spesso tra Italia e Terra santa. Ma non solo. Passò un lungo periodo in India insieme a don Umberto agli inizi degli anni 80. In quegli anni fu molto impegnato nella costruzione dei cosiddetti “cubetti“, le abitazioni costruite presso Bazzano progettate per il gruppo dei fratelli. L’infaticabile fratello Anastasio è stato il principale restauratore della chiesa di Ain Arik (Palestina, Ramallah), dove la comunità si insediò alla fine degli anni ’80 su richiesta del Patriarca di Gerusalemme. Fu il fratello più impegnato nell’assistenza di don Umberto Neri, durante la sua lunga malattia che si compì nel 1996. Si è prodigato in diversi altri casi in questi tipo di assistenza.

Riportiamo le parole di Tommaso a proposito degli ultimi istanti della sua vita terrena:

Il nostro fratello Anastasio, accogliendo la visita del Signore in questo Natale, lo ha seguito in cielo questa sera, 30 dicembre 2013 verso le ore 17. Questa mattina ero sceso all’Ospedale Maggiore verso mezzogiorno con Caterina e Paolo. Al reparto di rianimazione, era già Giordano, fratello di Anastasio. Abbiamo potuto restare quasi una mezz’ora pregando e leggendo la sacra Scrittura. Sembrava che fosse lui stesso a suggerirci i brani da leggere.

Alle 16,30 i medici avevano annunciato che tutte le visite dovevano essere sospese. Verso le 17, nel segreto degli incontri di amore, la sua ultima offerta al Signore, molto amato e ardentemente atteso. Con Paolo e Caterina eravamo in quel  momento a Oliveto dove le sorelle con alcuni sposi stavano leggendo in lettura continua il vangelo di Luca. I medici avevano chiesto a Giordano l’autorizzazione all’espianto di organi ed egli, giustamente interpretando la generosità di Anastasio, l’aveva concesso volentieri.

Un altro pioniere della  nostra carovana è entrato oggi nella terra promessa. La nostra famiglia, commossa e anche piena di gratitudine per quanto ha ricevuto da Anastasio, guarda in queste ore al Signore e ‘medita tutte queste cose nel suo cuore’.

Vi abbraccio tutti anche a nome di Anastasio,

vostro Tommaso

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