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L’amore per i poveri

Sento spesso parlare di amore per i poveri. Ma non capisco di che cosa si tratti. Avrò forse qualche volta compassione per i poveri. E davanti a qualche povertà sento sia disgusto che compassione. Ma non penso che questo si possa chiamare amore. Per me fare qualcosa per i poveri vuol dire soprattutto fare in modo che di poveri non ce ne siano più. Almeno nel mondo in cui viviamo. Mi dicono che lei vuol bene ai poveri e che ci vive insieme. Mi dica qualcosa della sua esperienza.

Subito le devo dire che le hanno dato informazioni sbagliate. Il mio problema più grande è che sono poverissimo d’amore e che non solo ai poveri, ma temo a tutti faccio molta fatica a voler bene. Mi trovo spesso umiliato da una preoccupazione di me stesso che mi chiude verso gli altri, e soprattutto verso i poveri. L’unico piccolo sentiero che mi porta verso di loro è semplicemente la mia stessa povertà, che forse non si vede troppo ma che è grande. E accanto a questo vedo come molte persone si facciano povere per venirmi vicino e volermi bene malgrado la mia grande povertà. Il mio rapporto con i poveri non è tanto per quello che dono a loro, ma per quello che da loro ricevo: di pazienza, di umiltà, di affetto! E pensi che questo mi capita soprattutto da parte di persone realmente povere! Davanti alle quali io posso senz’altro sembrare molto ricco. E certamente lo sono per tutto quello che nella mia lunga vita ho ricevuto. Ma per tutto questo non ho portato frutto! Quindi la mia esperienza quotidiana, che qualche volta per fortuna mi porta a qualche lacrima di pentimento, è il continuo contatto con persone che, magari sotto l’apparenza di qualche povertà, mi stupiscono per la ricchezza del loro animo e la grande larghezza del loro cuore. Allora, io povero, mi sento visitato e, malgrado tutto, amato. È il momento in cui con i “poveri” sto veramente bene. Mi sento uno di loro. Allora mi ricordo che qualcuno mi ha messo in tasca qualche soldo da regalare, e finalmente posso passarlo. Le dico un’ultima cosa: mi sembra che il coraggio delle parole che mi ha scritto dicano che lei è senz’altro sulla buona strada. Per lo meno lo è ben più di me. Grazie, dunque, e buona Domenica a lei e a tutti gli amici del Carlino.

Giovanni della Dozza.

Nota: Articolo pubblicato su “Il resto del Carlino – Bologna” di domenica 5 Marzo 2017 nella rubrica “Cose di Questo mondo”.

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