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Si possono porre quesiti sulle “abitazioni” che non si possono occupare

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Occupanti via Irnerio si barricano in chiesa (foto da www.bolognatoday.it)

Quando vengo a sapere e leggo di questi “sgombri” di persone che sono state accolte in luoghi privati, sento pena per loro, ma non posso allontanare da me un interrogativo sulla liceità anche morale di un’operazione di questo genere. So che molti di questi luoghi che vengono occupati sono disabitati anche da molti anni, ma mi sembrerebbe meglio se il loro uso potesse essere imposto legalmente, e non preso senza permessi. Che cosa ne pensa?

Caro amico, non posso non dirle che quando vedo la condizione di persone ferite e afflitte come i poveri che ogni giorno incontro, e quando assisto ai grandi “rifiuti” che l’Europa sta opponendo al dramma di questi poveri, capisco che io per primo dovrei ulteriormente allargare il mio cuore e la mia possibilità di accogliere e di ospitare. Se in casa c’è un letto vuoto e se c’è un po’ di posto alla tavola dove mangio ogni giorno con i miei fratelli, avverto di essere severamente interpellato, e come posso, nella mia poca fede e poca carità, di fare posto! Questo però non mi porta fino a condividere acriticamente le occupazioni. Abbiamo avuto a Bologna esperienze diverse, tra le quali alcune “occupazioni-accoglienze” di alto livello umano e civile. Questo mi ha portato a chiedermi se giuridicamente non si potessero porre dei quesiti sulle “abitazioni” che non si possono occupare. Se da molti anni un luogo non è “abitato”, resta sempre “abitazione”, o si danno circostanze ed emergenze che potrebbero legittimare l’uso di questi luoghi. Detto questo, molte volte mi amareggia l’azione di certe occupazioni, dove chi occupa potrebbe rischiare di strumentalizzare l’occupante che viene accolto, per fare del suo gesto una provocazione politica e magari culturale. Chi ha veramente bisogno di trovare un rifugio per sè e per i suoi cari, non ha nessuna voglia di fare un gesto politico. Ha solo bisogno di riposare un poco nel suo grande dramma. E questo merita attenzione da parte di tutti. Anche da parte di chi guida le occupazioni. Buona Domenica a lei e ai cari lettori del Carlino.

Giovanni della Dozza.

Domenica 8 Maggio 2016.

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