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2 Pietro 1,5-11

5 Per questo mettete ogni impegno per aggiungere alla vostra fede la virtù, alla virtù la conoscenza, 6 alla conoscenza la temperanza, alla temperanza la pazienza, alla pazienza la pietà, 7 alla pietà l’amore fraterno, all’amore fraterno la carità. 8 Questi doni, presenti in voi e fatti crescere, non vi lasceranno inoperosi e senza frutto per la conoscenza del Signore nostro Gesù Cristo. 9 Chi invece non li possiede è cieco, incapace di vedere e di ricordare che è stato purificato dai suoi antichi peccati. 10 Quindi, fratelli, cercate di rendere sempre più salda la vostra chiamata e la scelta che Dio ha fatto di voi. Se farete questo non cadrete mai. 11 Così infatti vi sarà ampiamente aperto l’ingresso nel regno eterno del Signore nostro e salvatore Gesù Cristo.

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2 Comments

  1. Ho cercato di stare il più possibile “attento” ai termini resi in italiano dalla Parola meravigliosa che oggi riceviamo dal Signore! Non ho voluto, cioè, correre il rischio di far pensare ad una specie di “accumulo” virtuoso, ai vers.5-7, piuttosto che ad una reazione interiore di grande accoglienza, e quindi di amante dedicazione di tutta la persona al dono ricevuto!
    Tale mi sembra infatti la terminologia di questo brano!
    Una passione e un rapimento d’amore! Come dicesse: lasciati conquistare … dedicati completamente!
    Nella traduzione italiana, tanto per fare un esempio, non compare il senso di quella “fretta”, qui sostituita, al ver.5, con il termine “impegno”!
    Pensate che tale è la parola che in Luca 1,39 dice che “in quei giorni Maria si alzò e andò “in fretta” (!!)”verso la Giudea, verso la casa di Zaccaria e di Elisabetta!
    Certo, ci vuole un bell’impegno per farsi quel centinaio di chilometri, ma il bello è che Maria li faccia in fretta!
    Cosa vuoi che siano cento chilometri di corsa per andare a quella visita nella quale sorgerà l’ispirazione e la composizione del miracolo del Magnificat!
    Il ver.8 ci conferma in ogni modo, che virtù, conoscenza, temperanza, pazienza, pietà, amore fraterno e carità, sono “doni presenti” in noi!
    Doni che agiranno potentemente nel nostro cammino di conoscenza-comunione con il Signore nostro Gesù Cristo!
    Sono doni essenziali, senza i quali si è ciechi, incapaci di vedere e ricordare che siamo stati purificati dai nostri antichi peccati!
    La nostra parte preziosa è confermare la nostra chiamata e la scelta che Dio ha fatto di noi! (ver.10).
    E questo ci custodirà nel dono ricevuto!
    Siamo dunque incamminati verso l’ingresso finale nel regno eterno del Signore nostro e salvatore Gesù Cristo (ver.11).
    Dio ti benedica. E tu benedicimi. Tuo. Giovanni.

  2. Trovo rassicurante il fatto che quella “crescita in successione” di fede, virtù, conoscenza, temperanza, pazienza, pietà si concluda con quelle due parole, “amore dei fratelli” (in greco, filadelfìa) e “carità” (in greco, agape): poiché l’amore è la sintesi di tutto e Gesù ci ha spiegato che proprio quello è l’unico “comandamento”. – Anche il v.9 ci dà un suggerimento importante: siccome è facile che siamo miopi, rischiamo di vedere solo le cose immediate, a noi vicine; dobbiamo vedere più in là e non dimenticare le grandi cose del passato. All’origine di tutto c’è “la chiamata e la scelta” di Dio: fatto misterioso! Come ha fatto Dio a scegliere e chiamare proprio noi, con tutti i limiti e i difetti che abbiamo?! Eppure è così: è l’effetto di un amore più grande delle nostre povertà. Così siamo entrati a far parte del Regno di Dio, che qui – nelle parole di Pietro – diventa “il regno eterno del Signore nostro e salvatore Gesù Cristo”.

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