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2 Maccabei 3,23-40

23 Eliodoro però metteva ugualmente in esecuzione il suo programma. 24 Ma appena fu arrivato sul posto con gli armati, presso il tesoro, il Signore degli spiriti e di ogni potere si manifestò con un’apparizione così grande, che tutti i temerari che avevano osato entrare, colpiti dalla potenza di Dio, si trovarono stremati e atterriti. 25 Infatti apparve loro un cavallo, montato da un cavaliere terribile e rivestito di splendida bardatura, il quale si spinse con impeto contro Eliodoro e lo percosse con gli zoccoli anteriori, mentre il cavaliere appariva rivestito di armatura d’oro. 26 Davanti a lui comparvero, inoltre, altri due giovani dotati di grande forza, splendidi per bellezza e meravigliosi nell’abbigliamento, i quali, postisi ai due lati, lo flagellavano senza posa, infliggendogli numerose percosse. 27 In un attimo fu gettato a terra e si trovò immerso in una fitta oscurità. Allora i suoi lo afferrarono e lo misero su una barella. 28 Egli, che era entrato poco prima nella suddetta camera del tesoro con numeroso seguito e con tutta la guardia, fu portato via impotente ad aiutarsi, dopo aver sperimentato nel modo più evidente la potenza di Dio. 29 Così, mentre egli, prostrato dalla forza divina, giaceva senza voce e privo d’ogni speranza di salvezza, 30 gli altri benedicevano il Signore, che aveva glorificato il suo luogo santo. Il tempio, che poco prima era pieno di trepidazione e confusione, dopo che il Signore onnipotente si fu manifestato, si riempì di gioia e letizia. 31 Subito alcuni compagni di Eliodoro pregarono Onia che supplicasse l’Altissimo e impetrasse la grazia della vita a costui che stava irrimediabilmente esalando l’ultimo respiro. 32 Il sommo sacerdote, temendo che il re avrebbe potuto sospettare che i Giudei avessero teso un tranello a Eliodoro, offrì un sacrificio per la salute di costui. 33 Mentre il sommo sacerdote compiva il rito propiziatorio, apparvero di nuovo a Eliodoro gli stessi giovani adorni delle stesse vesti, i quali, restando in piedi, dissero: «Ringrazia ampiamente il sommo sacerdote Onia, per merito del quale il Signore ti ridà la vita. 34 Tu poi, che hai sperimentato i flagelli del Cielo, annuncia a tutti la grande potenza di Dio». Dette queste parole, disparvero. 35 Eliodoro offrì un sacrificio al Signore e innalzò grandi preghiere a colui che gli aveva restituito la vita, poi si congedò da Onia e fece ritorno con il suo seguito dal re. 36 Egli testimoniava a tutti le opere del Dio grandissimo, che aveva visto con i suoi occhi. 37 Quando poi il re domandava a Eliodoro chi fosse adatto a essere inviato ancora una volta a Gerusalemme, rispondeva: 38 «Se hai qualcuno che ti è nemico o insidia il tuo governo, mandalo là e l’avrai indietro flagellato per bene, se pure ne uscirà salvo, perché in quel luogo c’è veramente una potenza divina. 39 Colui che ha la sua dimora nei cieli è custode e difensore di quel luogo, ed è pronto a percuotere e abbattere coloro che vi accedono con cattiva intenzione». 40 Così dunque si sono svolti i fatti relativi a Eliodoro e alla difesa del tesoro.

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One Comment

  1. Eccoci davanti alla prima delle “manifestazioni venute dal cielo” annunciate dall’autore nella sua prefazione (2,21). Le note delle Bibbia ci avvertono che il racconto di fatti straordinari e “teofanie” faceva parte delle tecniche narrative del tempo. Quale può essere il significato di questo brano per noi? Lo possiamo individuare – credo – nelle parole che lo stesso Eliodoro rivolge al re per dissuaderlo dall’inviare altri a requisire il tesoro del tempio: “… in quel luogo c’è veramente una potenza divina. Colui che ha la sua dimore nei cieli è custode e difensore di quel luogo…”(vv.38-39). Eliodoro ha fatto l’esperienza della presenza e dell’azione di Dio, e la gioia, la letizia che invadono il popolo di Gerusalemme ne sono un effetto immediato. Si pone così a noi un bell’interrogativo: l’abbiamo fatta, la facciamo l’esperienza di questo Padre che è misteriosamente presente e amante nel nostro intimo, come fermamente crediamo? – Nel brano Dio viene designato con termini inusuali, “Signore o Sovrano degli spiriti e di ogni potere”(v.24); Eliodoro ne sottolinea una caratteristica particolare: il Signore ridà la vita (v.33), restituisce la vita (v.35), aspetto che si compirà pienamente in Gesù.

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