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2 Maccabei 15,6-16

6 Nicànore, dunque, che si era montato la testa con tutta la sua arroganza, aveva deciso di erigere un pubblico trofeo per la vittoria sugli uomini di Giuda. 7 Il Maccabeo invece era fermamente convinto e sperava pienamente di ottenere protezione dal Signore. 8 Esortava perciò i suoi uomini a non temere l’attacco delle nazioni, ma a tenere impressi nella mente gli aiuti che in passato erano venuti loro dal Cielo e ad aspettare ora la vittoria che sarebbe stata loro concessa dall’Onnipotente. 9 Confortandoli così con le parole della legge e dei profeti e ricordando loro le lotte che avevano già condotto a termine, li rese più coraggiosi. 10 Avendo così rinfrancato i loro sentimenti, espose e denunciò la malafede delle nazioni e la loro violazione dei giuramenti. 11 Dopo aver armato ciascuno di loro non tanto con la sicurezza degli scudi e delle lance quanto con il conforto di quelle efficaci parole, li riempì di gioia, narrando loro un sogno degno di fede, anzi una vera visione. 12 La sua visione era questa: Onia, che era stato sommo sacerdote, uomo onesto e buono, modesto nel portamento, mite nel contegno, spedito ed elegante nel parlare, occupato fin dalla fanciullezza in tutto ciò che è proprio della virtù, con le mani protese pregava per tutta la comunità dei Giudei. 13 Poi, allo stesso modo, era apparso un uomo distinto per età senile e maestà, circonfuso di dignità meravigliosa e piena di magnificenza. 14 Presa la parola, Onia disse: «Questi è l’amico dei suoi fratelli, che prega molto per il popolo e per la città santa, Geremia, il profeta di Dio». 15 E Geremia stendendo la destra consegnò a Giuda una spada d’oro, pronunciando queste parole nel porgerla: 16 «Prendi la spada sacra come dono di Dio; con questa abbatterai i nemici».

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  1. Riceviamo oggi una grande lezione dal nostro Giuda Maccabeo su due aspetti: la forza che viene dalla memoria e la “consolazione delle Scritture”. Egli, davanti alla minaccia incombente, esortava i suoi uomini “a tenere impressi nella mente gli aiuti che in passato erano venuti loro dal Cielo”(v.8) e “ricorda(va) loro le lotte che avevano già condotto a termine” con successo(v.9). Oltre a incoraggiarli, li “conforta(va) “con le parole della legge e dei profeti”. “Con il conforto di quelle efficaci parole, li riempì di gioia”(v.11). Non solo rinfrancati ma pieni di gioia! Nella visione che viene raccontata, sia Onia sia Geremia pregano per il popolo e per la città santa: se pregano, vuol dire che parlano con Dio di Giuda, del popolo minacciato, dello stato di Gerusalemme… Che meraviglia sapere che i nostri “santi”, i nostri cari parlano a Dio di noi, delle nostre vicende, del nostro cammino… E da parte nostra, possiamo prendere anche noi vigore dalla “memoria” di tutto il bene ricevuto, dei tanti “angeli” che ci hanno soccorso… e attingere consolazione e gioia dalle Scritture.

  2. Nella Parola che ieri e oggi il Signore ci regala è ancora, e sempre più evidente, il contrasto tra il pensiero e l’azione del “mondo” e l’anima del Popolo Ebraico!
    Nicanore, l’uomo pagano, aggredisce e deride la fede del Popolo del Signore. Il “sovrano sulla terra” nega che possa esistere “il sovrano del cielo” (ver.4)!
    Giuda Maccabeo invece confida nella “protezione del Signore”.
    L’ “arma” del Popolo di Dio è la sua memoria fedele “degli aiuti che in passato erano venuti dal cielo” e che ora chiede di “aspettare la vittoria che sarebbe stata loro concessa dall’Onnipotente”! (ver.8).
    Questo smaschera “la malafede delle nazioni e la loro violazione dei giuramenti” (ver.10).
    L’arma dei Giudei è il conforto di quella “Parola” che non tradisce e li riempie di gioia.
    A conferma di tutto questo, Giuda Maccabeo narra loro “un sogno degno di fede, anzi una vera visione” (ver.11)!!
    Gli è apparso Onia, la cui persona e la cui vicenda possiamo ritrovare in 1Macc.3,1 e in 2Macc.3 e 4. Accanto a lui “un uomo distinto per età senile e maestà, circonfuso di dignità meravigliosa e piena di magnificenza”.
    Onia lo presenta dicendo: “Questi è l’amico dei suoi fratelli, che prega molto per il popolo e per la città santa” e ne rivela il nome e la celebrità: “Geremia, il profeta di Dio” (ver.14).
    Il “dono di Dio” che questi consegna a Giuda, una spada d’oro, è quella Parola di Dio con la quale l’attuale piccolo e povero Popolo del Signore abbatterà i nemici (ver.16). Ieri e oggi, nella pienezza della rivelazione del Cristo di Dio, tale è la vera potenza di salvezza per il popolo del Signore e per l’intera umanità!
    Dio ti benedica. E tu benedicimi. Tuo. Giovanni.

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