Un nuovo anno solare è ricominciato ed io ne ho visto l’alba per la seconda volta da Khartoum. Quest’anno niente eventi eccezionali (weekend nel deserto con tramonto e alba spettacolari e “sciate” sulla sabbia) ma una semplice cena in compagnia di pochi amici: Raffaella e la famiglia Portides (greci insediati in Sudan). È sempre piacevole festeggiare e chiacchierare attorno ad una tavola, soprattutto se ricca di vivande! Peccato per il brindisi… niente spumante, sola acqua!

Il rientro è stato faticoso, sia per le temperature, che mi aspettavo più fresche, sia per la ripresa dei ritmi diversi di vita, di lavoro. Dopo poco meno di un mese a casa il rientro mi è pesato. La sensazione di vivere due vite parallele nei momenti di cambio si fa più intensa e le domande rimaste inconsce per lungo tempo riaffiorano. Mi chiedo che cosa sono venuta a fare qui? Che senso ha la mia presenza e tutto quello che io insieme con altri sto facendo? È veramente questo quello che voglio fare? Insomma l’inizio di un nuovo anno!!! Se poi a tutto questo aggiungo le difficoltà di relazione, soprattutto con lo staff maschile… sì lo ammetto, sono arrivata a chiedermi perché ho deciso di rinnovare il contratto e stare qui un altro anno?!? Poi però sulla stessa bilancia aggiungo i sorrisi dei bambini, le parole di gratitudine che non capisci ma che leggi sul viso delle mamme, i bei rapporti di amicizia che si son creati, allora trovi la spinta per andare avanti e proseguire nelle fatiche e nelle soddisfazioni che ogni giorno ti regala.

Il mese di gennaio ha visto prima la partenza per le vacanze di Serena (in Italia) e poi la partenza definitiva di Maria e Paolo, i due servizio civilisti. Con loro abbiamo iniziato a celebrare la loro dipartita mangiando un bel cosciotto di capretto (che avevamo ucciso precedentemente) e poi festicciole varie: al parco con i volontari della CBR, cena con vari amici, partita di pallavolo e infine l’ultimo giorno il saluto dello staff!

L’ultimo weekend della loro permanenza sudanese lo abbiamo speso viaggiando e visitando alcuni siti archeologici della Nubia, ci siamo spinti quindi oltre circa 6oo km a nord di Khartoum. Abbiamo viaggiato tutto il giovedì pomeriggio giungendo a Kerma (verso le 21). Lì siamo stati ospitati in casa di amici di amici che sono stati gentilissimi, la casa era “libera” perché la famiglia era a un matrimonio e quindi ci hanno offerto la loro ospitalità e abbiamo avuto a nostra disposizione tutta la casa. Come se non bastasse, ci hanno anche portato la cena, tipica sudanese: full un mix di fave/fagioli, pomodori, formaggio e una specie di salsina di arachidi e alcune spezie, un po’ di formaggio, gir gir (tipo d’insalata che assomiglia alla nostra rucola), tutto questo da mangiare con il pane, che sostituisce le posate, e una specie di “pasta/salsa” dolce a base di sesamo.

Il giorno seguente abbiamo visitato il sito archeologico di Kerma, quello che era un villaggio e necropoli e il museo; poi abbiamo continuato verso Nord per raggiungere l’isola di Sai e a ritroso (ritornando verso Kerma, perché ovviamente non potevamo rifiutare l’ospitalità anche per la seconda notte) Tombos.

Rientrando verso Khartoum, la mattina seguente ci siamo fermati a visitare Old Dongola.

L’ultima settimana di gennaio si è svolta all’insegna dei saluti per Paolo e Maria: ancora con alcuni volontari della CBR, in particolare dell’area di Abbassia, che Maria aveva seguito personalmente; i vari amici e infine lo staff! Poi finalmente… dopo interminabili momenti di preparazione del bagaglio li abbiamo accompagnati all’aeroporto! E per me e Raffa è cominciata la vacanza!! In realtà abbiamo sentito la loro assenza… anche se alcuni giorni di tranquillità li abbiamo gustati volentieri!

Con l’inizio di febbraio, ovvero con il cambio di stagione, sono riapparse le tempeste di sabbia, che puntuali come orologi svizzeri si son presentate durante i weekend. Nonostante i disagi che queste provocano le abbiamo accolte con gratitudine, perché una volta cessate hanno lasciato dietro di loro una scia di freschino che personalmente non disprezzo mai. E anche febbraio è trascorso con qualche festeggiamento carnevalesco, solito tran tran lavorativo ma anche con il timore che i nuovi servizio civilisti non arrivassero mai (problemi correlati al ricorso di un ragazzo pachistano che non era stato accettato per partecipare al servizio civile). Fortunatamente tutto sì è risolto ed escludendo i ritardi dei visti, qualche volo posticipato il 9 marzo abbiamo accolto Erica e Damiano. Il loro arrivo è coinciso con un picco in salita delle temperature, che fortunatamente dopo alcuni giorni si sono un po’mitigate.

Marzo è stato piuttosto inteso: l’arrivo dei nuovi servizio civilisti; il solito ritmo lavorativo sostenuto; ed in particolare la presenza, mia e di Serena, all’interno di due commissioni d’esame dell’Ahafad university per le ragazze del V anno che hanno sostenuto l’esame clinico-pratico. È stata una settimana veramente pesante! Per la prima volta in vita mia mi sono ritrovata dall’altra parte della barricata! Che fatica!!!

Nel frattempo aspettavamo con ansia l’arrivo di Silvana, fisioterapista da poco in pensione e inviataci per un aiuto sia pratico (qualche suggerimento per svolgere i ns trattamenti con i bambini) sia di gestione. Ha infatti alle spalle una lunga esperienza nel campo dell’infanzia ed è stata coordinatrice per diversi anni del corso di fisioterapia a Conegliano. La sua presenza si è protratta fino al 3 di aprile, poi io Erica e Damiano siamo rimasti soli, fino a ieri (7 aprile), quando è rientrata Serena da una vacanza in Mozambico. Ora siamo tutti in attesa del rientro di Raffaella, che avverrà la prossima settimana.

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Maria Montori dal Sudan, 8 Aprile 2012
mariafisio@libero.it
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