Sabato 15 Dicembre è stato il sedicesimo anniversario del ritorno al Padre di don Giuseppe.

Ricordo del sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio (da pagina FacebooK).
Ricordo molto bene la mattina che ho appreso della morte di don Giuseppe mentre stavo entrando in chiesa per la messa. E ricordo nitidamente quella sensazione di vuoto che ti coglie quando perdi un punto di riferimento come se smarrissi una guida esperta mentre scali una montagna o attraversi un deserto.
Non ero fra gli amici intimi, per cui piu’ del dolore vinse il vuoto.
Credo che il debito spirituale ed intellettuale che la Chiesa e la nostra patria hanno verso Don Giuseppe sia ancora interamente da pagare. Lui certamente non vorrebbe che si dicesse. Ma è così.
Verso pochi altri uominì si sono sprecati pregiudizi e passioni così forti come verso questo uomo. Pregiudizi politici ed ecclesiastici.
Ma dopo tanti anni, alla vigilia delle celebrazioni del centenario della nascita che anche a Reggio stiamo organizzando, credo si potrebbe usare la carità di offrire il pensiero e la parola di un uomo del secolo passato che, fondando se stesso sulla roccia del suo Signore, ha intravisto nuovi orizzonti politici e religiosi ed esplorato strade sconosciute. La chiesa, che ha sempre amato con tutto il cuore, l anima e la mente e la nostra politica da cui si ritirò per amore della sua sposa, aprano per una volta il libro della vita di Giuseppe Dossetti con lo sguardo limpido e semplice di un bambino.

Vi troveranno ancora tesori di sapienza. E un debito da onorare.

Graziano Delrio, 15 dicembre 2012

Rigraziamento di Simone Forte a Don Giovanni Nicolini (che ha tenuto l’omelia nella S. Messa celebrata all’Abbazia di Monteveglio).
Caro don Giovanni,
sono Simone Forte delle Edizioni San Lorenzo di Reggio Emilia (chissà se ti ricordi di me?). Ti disturbo solo un attimo per ringraziarti di cuore per la tua omelia di quest’oggi a Monteveglio. Ho avuto la fortuna di partecipare alla liturgia in abbazia nel sedicesimo anniversario della salita al cielo di don Giuseppe e volevo ringraziarti per la tua testimonianza di amore e riconoscenza verso Dossetti. Scusami se non sono venuto a salutarti, sono un timido inguaribile e subito dopo la liturgia son dovuto scappare a casa da mio figlio. Ero arrivato a Monteveglio carico di povere preoccupazioni. Domani nella nostra piccola diocesi si insedierà un nuovo vescovo. Sui giornali locali per preparare quest’arrivo sono stati tanti gli interventi anche di importanti esponenti politici ed ecclesiali. Tra questi non sono mancati attacchi ripetuti, immotivati, fuori luogo e di basso livello a Dossetti e al suo pensiero.
Senza don Giuseppe la mia piccola casa editrice non esisterebbe nemmeno, mio padre non avrebbe ricevuto l’ordinazione diaconale, la mia fede sarebbe senza dubbio ancora più misera di quella che è e via, via sarebbero innumerevoli le grazie che potrei elencare scaturite da quello che indegnamente abbiamo colto e solamente sfiorato della profondità spirituale di Dossetti. E chissà quanti altri come me ed ancora da una generazione all’altra, grazia su grazia. Allora le tue parole e la liturgia mi hanno consolato e fatto ripensare a quel testo di don Giuseppe e don Neri, “La gioia del cristiano” che abbiamo la fortuna e nessun merito di editare ed ancora viene richiesto e letto.
Scusa se ti ho fatto perdere tempo ma volevo semplicemente in maniera filiale (se me lo permetti) ringraziarti e mandarti un grande abbraccio.
Ovviamente in qualsiasi momento desideri pubblicare qualche tuo scritto noi ne saremmo onorati e consideraci sempre a disposizione per qualsiasi servizio editoriale abbiate bisogno.
Buona novena di Natale e ancora grazie mille.

Simone Forte.

 

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